Le due aree costiere sono in stato di emergenza da almeno due anni
In Sicilia e Calabria, mentre si attende il via libera della Corte dei conti per avviare i lavori a terra del Ponte sullo Stretto, la priorità è trovare l’acqua necessaria ai cantieri.
Il Cipess ha già approvato il progetto e la società Stretto di Messina sta predisponendo un piano di approvvigionamento idrico. Il paradosso è evidente: le due regioni destinate a ospitare il ponte a campata unica più grande del mondo affrontano da due anni una siccità senza precedenti e restano in stato di emergenza idrica. “Il presidente Roberto Occhiuto – ricorda la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti– non ha mai revocato l’emergenza”.
La società assicura che “per l’approvvigionamento dei cantieri non saranno pregiudicate in alcun modo le forniture delle città di Messina e Villa San Giovanni” e che è stato elaborato “uno specifico piano per la sostenibilità idrica”. La soluzione individuata prevede la realizzazione di nuovi campi pozzi, con quantitativi d’acqua superiori al fabbisogno dei cantieri, così da immettere in rete un surplus già durante i lavori, a disposizione dei Comuni.
Ma per i sindaci di Villa San Giovanni e Messina le rassicurazioni non bastano. “A Villa San Giovanni – spiega Caminiti – siamo in una fase di contingentamento e stiamo molto meglio dei Comuni vicini, perché garantiamo l’erogazione dalle 8 del mattino alle 23. È inimmaginabile il peso di un cantiere come quello del Ponte senza misure compensative”. Il Comune ha chiesto opere preliminari per 135 milioni di euro, con priorità alla manutenzione della rete idrica, alla ricerca di nuovi pozzi e alla costruzione di un dissalatore. In altri centri vicini, come Scilla o Reggio Calabria, l’acqua arriva soltanto due volte al giorno in zone diverse.
A Messina, le opere compensative ammontano a 434 milioni di euro e anche qui la priorità è l’acqua. “Abbiamo perdite nella rete idrica pari al 50% – sottolinea il sindaco Federico Basile –. La società ha già previsto alcuni pozzi nella zona nord e a sud, vicino Forza d’Agrò, ma noi chiediamo di dare precedenza al completamento del progetto Pnrr da 26 milioni per ridurre le perdite del 15%. Inoltre, servono altri 20 milioni per un nuovo intervento che permetta di recuperare un ulteriore 15% di dispersione”.
Fonte: repubblica.it
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