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La separazione delle carriere dei magistrati prevista dalla riforma della giustizia del ministro Nordio? È uno dei temi presente all'interno del "piano di rinascita della P2", i cui vertici "sono i mandanti della strage" del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, "riconosciuto con sentenza passata in giudicato". L’ex presidente dell'associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi torna sulla polemica che lo ha visto protagonista, un anno fa, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva reagito duramente alle affermazioni di Bolognesi sull'origine neofascista della strage. Dal palco di Villa Torchi, dove questa mattina si sono ricordati i sette bambini uccisi nello scoppio della bomba, Bolognesi ricorda l'episodio, citato solo alcuni giorni fa, specificando che "le radici della strage sono chiare, e le sentenze parlano", in riferimento all'obiezione che non erano sentenze definitive, e "ora lo sono". E rilancia, citando le riforme messe in campo dal Governo come un ostacolo vero e proprio alla piena affermazione della verità. Tra queste, quella della giustizia e in particolare appunto sulla separazione delle carriere dei magistrati. Una mossa che, attacca Bolognesi, fa parte del piano di rinascita della P2 e "serve come preludio a far sì che i magistrati passino sotto il potere esecutivo. Questo è che vogliono far passare come riforma, ma è un modo per silenziare i magistrati. Perché il secondo passo sapete quale sarà? Sarà che su certe cose non vale la pena di indagare perché è già passato troppo tempo. E così sulla strage di Bologna o su altre cose di molti anni fa, non si deve più indagare". In sostanza, è la preoccupazione di Bolognesi, "faranno in modo che la magistratura potrà indagare solo su alcune cose e non su altre. Questo è l'obiettivo, era l'obiettivo di Gelli. Sarà l'obiettivo anche di questi personaggi". Ma nel mirino c'è anche il decreto Sicurezza, definito una "grande schifezza generale", e in particolare l'articolo 31, sull'operato dei servizi segreti. Un modo, secondo Bolognesi, di aggirare il reato di depistaggio istituito nel 2016, dato che nella ricerca della verità processuale della strage del 2 agosto è emerso come proprio questo ramo dello Stato si sia reso autore di numerosi depistaggi. "Si dà praticamente facoltà di delinquere in maniera totale ai servizi segreti italiani. Questi possono entrare in organizzazioni terroristiche, che possono anche organizzare loro. In pratica per non abolire il reato di depistaggio, si fa in modo che nessuno di questi personaggi possa essere incolpato per depistaggio".

Foto © Paolo Bassani 

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