Particolare attenzione sulla provincia di Prato, nel 2024 i reati sono arrivati a quota 2.587
La Toscana registra un aumento dei reati in materia ambientale, cresciuti in un anno dell'11,6%. La regionesi conferma al sesto posto nella classifica nazionale: è quanto emerge dal nuovo rapporto di Legambiente 'Ecomafia 2025. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia', presentato oggi a Firenze. In Toscana nel 2024 i reati sono arrivati a quota 2.587 (erano 2.318 nel 2023), con una media di sette reati al giorno, uno ogni circa tre ore: il 6,4% del totale nazionale. "Sono dati inquietanti che, a fronte di una sostanziale stabilità del numero dei controlli, registrano una maggiore presenza di illeciti amministrativi e di reati", afferma Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana. Aumentano infatti anche le persone denunciate (2.446 contro le 2.273 del 2023), gli arresti (6 contro 1), i sequestri (368 contro 302), gli illeciti amministrativi (6.718 contro 5.755). Legambiente registra "un vero e proprio boom nel ciclo del cemento", con più reati nella costa e all'Elba, più illeciti amministrativi in provincia di Firenze; ma anche nei reati contro gli animali, specialmente in ambiente marino. Per Enrico Fontana, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, "ci sono intere filiere, a cominciare dalla gestione dei rifiuti, che noi non esitiamo a definire come veri e propri mercati criminali. In particolare, su questa filiera facciamo nostro l'allarme lanciato dal procuratore di Prato LucaTescaroli, perché a Prato sulla gestione illegale dei rifiuti degli scarti tessili c'è una questione rilevante dal punto di vista nazionale".
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