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"Non molto tempo fa, parlando con il mio avvocato Fabio Repici, ragionavamo su chi potesse essere il nome dell'amico che, come disse mio fratello ai magistrati Russo e Camassa, lo aveva tradito. Io sostenevo che una parola come questa, accompagnata dal pianto, poteva essere detta, solo per pochissime persone ed indicai un nome. Lo dissi senza sapere che vi erano dei documenti che parlavano di questa persona. Adesso proprio grazie al mio avvocato sono emersi quei documenti che riferiscono proprio di quel nome che avevo fatto al mio avvocato". A raccontarlo è Salvatore Borsellino intervenendo durante la conferenza stampa di presentazione degli eventi dedicato al XXXIII anniversario della strage di via d’Amelio.


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Il riferimento è a quanto emerso in questi giorni con la decisione del Gip di Caltanissetta Graziella Luparello di interrompere la camera di consiglio sull’archiviazione avanzata dalla procura di Caltanissetta sulla pista nera legata alla strage.

Grazie a Fabio Repici, è stata disvelata l’esistenza di un verbale relativo a una riunione tenuta a Palermo il 15 giugno 1992 a cui parteciparono l’allora procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco, gli aggiunti Vittorio Aliquò e Borsellino, i sostituti Vittorio Teresi e il pm di Caltanissetta Pietro Vaccara che indagava sulla strage di Capaci all’epoca dei fatti. Dal verbale trovato da Repici emerge che i pm si scambiarono informazioni riguardanti la strage del 23 maggio 1992, avvenuta qualche settimana prima, e altre informazioni sulle intercettazioni telefoniche e ambientali disposte nei confronti del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero, all’epoca ancora solo confidente.


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Non solo. Repici, nella memoria difensiva, non solo si evidenziava che l'allora magistrato Vittorio Teresi, in una relazione di servizio del primo giugno 1992 ("sicuramente nota al dottor Borsellino"), scrisse che Lo Cicero riferì di aver conosciuto "presso la villa del Troia l'on. Lo Porto, che più di una volta si sarebbe intrattenuto a cena dallo stesso, e che un nipote o cugino del Lo Porto sarebbe proprietario di una villa nello stesso complesso".
“La riunione del 15 giugno - scriveva il legale - nella quale le Procure di Caltanissetta e di Palermo parlarono di Lo Cicero e delle sue rivelazioni (e sicuramente, quindi, anche dell'on. Lo Porto), fu di pochissimo precedente all'incontro del dr. Borsellino con la dr.ssa Camassa e il dr. Russo, nel corso del quale il magistrato, di lì a breve ucciso, si lasciò andare a uno sfogo su ‘un amico’ dal quale si era sentito tradito".


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“Proprio a tale riguardo - ha scritto sempre Repici - non si può più temporeggiare per l'audizione dell'ing. Salvatore Borsellino, fratello del dr. Borsellino, in relazione all'individuazione dell’“amico traditore” del magistrato ucciso il 19 luglio 1992, giacché le risultanze da ultimo emerse (con ritardo di trentatré anni) consentono, forse, finalmente di addivenire a quella individuazione. Ciò sarebbe probabilmente l'abbrivio per comprendere a cosa facesse riferimento il 25 giugno 1992 il dr. Borsellino nel suo intervento pubblico a Casa Professa, allorché sostenne che alcune cose non le avrebbe riferite a nessuno, nemmeno ai suoi amici e colleghi palermitani, prima di riferirle a verbale alla Procura di Caltanissetta”.


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Oggi Borsellino è tornato sulla questione: "Io sono un ingegnere, non un giornalista, né un avvocato, né altro. Lavoro sulle mie intuizioni e sulle conoscenze che ho di quando Paolo era un ragazzo, basandomi sulla parte di vita che abbiamo vissuto insieme. Quella stessa analisi che mi portò a dire nel 2007, in una famosa lettera, che quella di via d'Amelio era una strage di Stato". Successivamente, assieme a Roberta Gatani e Rosanna Mellili ha presentato le varie attività che prenderanno il via già questo pomeriggio, alle 18, con la presentazione del libro “Medico in terra di mafia. Il cardiologo di Paolo Borsellino si racconta” del dott. Pietro Di Pasquale.


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Roberta Gatani ha evidenziato l'elenco delle iniziative e delle attività che vengono svolte alla Casa di Paolo, che domani celebra il sui decimo compleanno, mentre Rosanna Melilli ha illustrato il programma della giornata del 19 luglio. Ad intervenire anche Marta Capaccioni per Our Voice, che ha presentato il dibattito di via d'Amelio “Giovani e antimafia: contro silenzi e depistaggi”, e la proiezione del video “Note di resistenza oltre le macerie - Suoni e silenzi sulle stragi di Stato” realizzato da Our Voice, nonché lo spettacolo "Il Regno del Disordine" prodotto da Our Voice Italia, in collaborazione con Extasia compagnia artistica.


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Tra gli intervenuti anche Aaron Pettinari, capo redattore di ANTIMAFIADuemila, che ha presentato la conferenza che si terrà a Villa Trabia "Strage Borsellino: tutta la verità!", con la partecipazione di Salvatore Borsellino, Roberto Scarpinato, Fabio Repici, Luigi de Magistris, Anna Vinci, Giorgio Bongiovanni, Saverio Lodato e Luana Ilardo, oltre alla lettura di Sonia Bongiovanni di uno scritto del magistrato Nino Di Matteo.


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Foto © Paolo Bassani

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