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Tra gli indagati anche Manfredi Catella e Stefano Boeri, noto per il Bosco Verticale

Prosegue l’inchiesta sull’urbanistica a Milano, che sta vivendo una fase tanto delicata quanto clamorosa. Per la prima volta, le indagini della Procura hanno coinvolto direttamente un membro della giunta milanese del sindaco Beppe Sala. Si tratta dell’assessore alla Rigenerazione urbana, Giancarlo Tancredi. Nei suoi confronti, così come per altre cinque persone, i pubblici ministeri hanno chiesto misure cautelari, tra arresti domiciliari e carcere. Tra gli indagati spiccano nomi di rilievo del mondo immobiliare e dell’architettura milanese, come Manfredi Catella e il celebre architetto Stefano Boeri. Al centro dell’inchiesta c’è l’accusa di speculazione edilizia sistemica, legata a un’incontrollata espansione edilizia che, secondo gli inquirenti, avrebbe assunto proporzioni allarmanti. Secondo gli inquirenti, sotto la copertura di progetti di riqualificazione urbana sarebbero state volutamente realizzate nuove costruzioni in violazione della normativa. Progetti che, oltre a essere in violazione della legge, sarebbero stati anche favoriti da un intreccio di interessi tra pubblici funzionari, tecnici e imprenditori privati. Al punto tale che, sempre secondo la Procura, esisterebbe un vero e proprio sistema parallelo che avrebbe di fatto svuotato di senso il normale funzionamento dell’amministrazione pubblica, alterando le diverse pratiche edilizie per favorire soggetti selezionati. Le accuse - ha reso noto l’Ansa - variano dalla corruzione al falso, fino all’induzione indebita. A Giancarlo Tancredi e all’ex presidente della Commissione Paesaggio, Giuseppe Marinoni, sono stati contestati episodi gravi di corruzione e falso; per Catella e altri costruttori, come Andrea Bezziccheri, si parla di corruzione a vario titolo. Ad ogni modo, proprio la figura dell’assessore Tancredi sembra essere particolarmente rilevante all’interno dell’inchiesta milanese. Questo perché, prima di diventare assessore, Tancredi è stato uno dei più alti dirigenti dell’urbanistica del Comune. Ha avuto un ruolo determinante in progetti strategici, come la riqualificazione degli scali ferroviari dismessi, il nuovo stadio di San Siro e vari interventi in zone nevralgiche della città.

Altra figura assolutamente rilevante all’interno dell’inchiesta è quella di Manfredi Catella. Costruttore noto come il “re del mattone di Milano”, nonché fondatore e amministratore delegato di Coima - società che ha realizzato, tra gli altri, il famosissimo Bosco Verticale e la Biblioteca degli Alberi - Catella, dopo che la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari, ha fatto sapere di voler chiarire ogni aspetto in sede giudiziaria.

Questa nuova fase dell’inchiesta si inserisce in un filone già aperto nei mesi scorsi, quando era stato arrestato l’ex dirigente comunale Giovanni Oggioni. Secondo i pm, Oggioni avrebbe gestito un vero e proprio sistema parallelo all’interno dell’amministrazione, condizionando l’approvazione dei progetti edilizi in cambio di vantaggi personali. Avrebbe anche favorito l’assunzione della figlia in una società coinvolta nei progetti e ricevuto consulenze ben retribuite da associazioni di costruttori. Nelle indagini sono finite, inoltre, diverse società e professionisti, come l’architetto Marco Cerri, che avrebbe contribuito alla stesura di emendamenti della cosiddetta “legge Salva Milano”, pensata - secondo gli inquirenti - per ostacolare le stesse indagini sull’urbanistica. 

Foto © Imagoeconomica

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