L'ex procuratore generale di Palermo: io in conflitto di interessi? Colosimo ha uno zio condannato per mafia e riciclaggio
I senatori del M5s hanno partecipato ieri in massa alla seduta della Commissione Affari costituzionali, che sta esaminando il ddl di Fdi che - hanno spiegato - mirerebbe ad escludere l'ex procuratore generale di Palermo e oggi senatore Roberto Scarpinato dalla commissione Antimafia, assieme al collega Federico Cafiero de Raho, deputato e già procuratore nazionale antimafia.
Il ddl stabilisce che debba astenersi dal partecipare ai lavori il componente che si trovi in situazione di 'conflitto interessi'. E chi lo dovrebbe decidere? La maggioranza di turno e non un ente terzo.
Durante la discussione è intervenuto Scarpinato, e diversi senatori e senatrici del M5S, ma anche Walter Verini del Pd e Peppe De Cristofaro di Avs; tutti hanno criticato il provvedimento.
“Questo ddl - ha dichiarato lo stesso Scarpinato nel corso della seduta - è studiato per consentire alla maggioranza che presidia la commissione Antimafia di estromettere dai lavori due specifici parlamentari dell'opposizione, che sono anche due ex magistrati caratterizzati da una lunghissima specializzazione professionale sul contrasto alle mafie e che si sono caratterizzati per indagini e processi nei confronti di personaggi eccellenti vicini alla attuale maggioranza. Invece, il centrodestra non ipotizza affatto possibili conflitti di interesse in caso di rapporti di parentela con soggetti condannati definitivamente per mafia, in modo da impedire che possano essere sollevati nei confronti della Presidente Colosimo, il cui zio è stato condannato per gravi reati di mafia e riciclaggio. Un taglia e cuci studiato per colpire alcuni e salvare altri. Questo ddl è stato congegnato in modo da attribuire alla maggioranza un potere discrezionale di estromettere parlamentari della minoranza”. La vicecapogruppo M5S in Senato, Alessandra Maiorino, ha ricordato che “Scarpinato e De Raho sono sotto scorta perché hanno messo a rischio la loro vita per combattere la mafia. La verità è un'altra: forse sono scomodi per chi ancora una volta, a distanza di dieci anni, sta depistando gli approfondimenti di eventi che hanno punteggiato la storia di questo Paese".
A farle eco la collega Sabrina Licheri: il ddl costituisce un "messaggio pericolosissimo alle mafie". Verini ha invitato la maggioranza a ritirare il ddl: "Ripensateci - ha detto - non ci sono i requisiti minimi di costituzionalità; andrete a sbattere perché colpite il mandato del parlamentare". "Saremmo dinanzi a un vero abuso di potere. Spero che ci si fermi e ci si rifletta", ha affermato poi De Cristofaro.
"Il ddl vuole escludere Federico de Raho e Scarpinato perché sono magistrati - ha detto la senatrice pentastellata Elena Sironoi - il che sono un avvocato quando vedo un magistrato, vedo lo Stato. Come può essere che un magistrato anti-mafia sia in conflitto di interessi in Antimafia? E' una contraddizione in termini. Lo Stato è in conflitto di interessi? Il loro apporto è un preziosissimo valore aggiunto, a meno che si tema quello che dicono".
"Nella legislatura di Giorgia Meloni premier siamo arrivati al drammatico paradosso per cui la commissione bicamerale che deve combattere le mafie vuole estromettere, per volontà della maggioranza, due magistrati che la mafia l'hanno combattuta per decenni. E lo fa stabilendo che a decidere chi sarebbe in conflitto di interessi sia la stessa maggioranza con una bella votazione. Naturalmente nessun conflitto di interessi viene paventato da FDI, Lega e FI per chi ha parenti o colleghi di partito condannati per mafia o per chi appartiene ad un partito fondato da una persona condannata per mafia. I partiti del centrodestra hanno paura delle conoscenze di Scarpinato e Cafiero De Raho?" Ha detto la senatrice M5S Dolores Bevilacqua.
La prossima discussione generale è stata fissata per settimana prossima.
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