Nella storia repubblicana italiana, purtroppo, non sono poche le stragi ed i delitti eccellenti in cui si intrecciano omissioni, depistaggi e insabbiamenti da parte di chi dovrebbe rappresentare le Istituzioni con verità e giustizia. Una di queste vicende è certamente la strage di Ustica ed al suo interno vi è la storia del capitano Mario Ciancarella. All’epoca della strage era capitano dell’Aeronautica Militare ed era diventato punto di riferimento del Movimento Democratico dei Militari.
Convocato e ricevuto, nel 1979, al Quirinale dal Presidente Pertini, insieme a Sandro Marcucci e Lino Totaro, era divenuto referente delle rivelazioni da tutta Italia delle vere o false ignobiltà che si compivano nel mondo militare. In questo contesto, anche il maresciallo Mario Alberto Dettori, radarista a Poggio Ballone la notte di Ustica, decise di fidarsi di lui e di confidargli che la versione del mig libico non fosse veritiera.
Mario Alberto Dettori verrà trovato impiccato nel 1987 e l'inchiesta verrà chiusa dicendo che si era trattato di un suicidio. Conclusione che non ha mai convinto i suoi familiari e le persone a lui vicine.
Contro Ciancarella, depositario di quella testimonianza (e non solo), vennero attuate diverse azioni a discredito. Venne persino radiato nel 1983 con un decreto ricevuto via fax con tanto di firma del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Tutto normale? Per niente affatto. Il Presidente Pertini era già morto e solo nel 2016 è stato acclarato in un’aula di tribunale, a Firenze che la firma del Presidente della Repubblica era un volgare falso.
L’allora ministro della Difesa, Roberta Pinotti, diede mandato agli uffici di procedere al reintegro del capitano Mario Ciancarella, ma dopo tanti anni si è ancora in attesa.
Ciancarella, dunque, non ha ottenuto alcuna soddisfazione né sul piano sostanziale né sul piano della restituzione dell’onore militare. Un trattamento indegno protrattosi per ben 43 anni, durante i quali ha comunque mantenuto la schiena dritta, non rinunciando mai a lottare per la verità e la giustizia, senza mai fare sconti a nessuno.
Nel 2023 anno, grazie alla casa editrice Pigreco Edizioni, di Guido Farinella, è stata pubblicata la biografia: “Si Può Si Deve – L’ufficiale democratico che ha sfidato l’infedeltà di Stato” storia del capitano pilota Mario Ciancarella. Una pubblicazione che è stata inserita nella Selezione Ufficiale del Premio Viareggio Repaci 2024. La prefazione del libro è firmata dal noto giurista Giovanni Maria Flick il quale evidenzia come "Il libro non racconta soltanto una drammatica storia personale, è una denuncia finora gridata nel deserto, che dovrebbe turbare e interessare tutti".
Ecco, dunque, perché leggere questo libro che pone quesiti ed interrogativi circostanziati. Nella speranza che possa sempre essere fatta verità e giustizia.
“Finché, ogni mattino, riuscirò a conservare questa fiducia, che si fonda sulla memoria di ogni momento e di ogni minuta motivazione della storia che ho vissuto - scrive l'autore - delle persone che ho avuto accanto e della fatica di ciascuno di loro, io ci sarò, con un po’ di melanconia in più, ma con tanta incrollabile speranza e determinazione. Perché ho sempre creduto e ancora voglio credere negli uomini”.
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''Si può si deve'', Mario Ciancarella racconta la sua lotta
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