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L'ex nunzio ha pubblicato sulla sua pagina X il decreto di citazione del Dicastero. Sarebbe convocato per alcune affermazioni pubbliche che lo pongono fuori dalla comunione

L’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Stati Uniti, è sotto processo per scisma da parte del Dicastero per la Dottrina della Fede. È stato lui stesso a darne notizia pubblicando sul suo account X (ex Twitter) il decreto di citazione del Dicastero vaticano. Sul documento si specifica che Viganò si sarebbe dovuto presentare ieri pomeriggio alle 15:30 per “prendere nota delle accuse e delle prove circa il delitto di scisma di cui è accusato”, facendo riferimento ad “affermazioni pubbliche dalle quali risulta una negazione degli elementi necessari per mantenere la comunione con la Chiesa cattolica: negazione della legittimità di Papa Francesco, rottura della comunione con Lui e rifiuto del Concilio Vaticano II”. Nel caso di mancata comparizione o di una difesa scritta presentata entro il 28 giugno l’arcivescovo “sarà giudicato in sua assenza”. Il presule - accusato quindi di non riconoscere né la legittimità di Bergoglio né quella dell’ultimo Concilio - su X rilancia: “Considero le accuse nei miei confronti un onore" e definisce il Concilio Vaticano II un "cancro ideologico, teologico, morale e liturgico" e la Chiesa sinodale una "metastasi".
Il delitto di scisma è uno dei tre delitti contra fidem, insieme a eresia e apostasia.
La Congregazione per la Dottrina della Fede è incaricata di giudicare i delitti contro la fede, come lo scisma, appunto, ai sensi dell'articolo 52 della Costituzione Apostolica Pastor Bonus e previo mandato del Papa. Questo delitto è definito dal diritto canonico come il rifiuto della sottomissione al Papa o della comunione con i membri della Chiesa (can. 751 CIC) e comporta la scomunica latae sententiae (can. 1364 CIC) e, per i chierici, la rimozione dall'ufficio (can. 194 º1 n.2). Lo scisma d'Occidente (1378-1417) è un esempio storico significativo, mentre casi recenti includono Marcel Lefebvre, sospeso nel 1976 e scomunicato nel 1988, Domenico Cantore, accusato di scisma nel 2023 per essersi convertito alla Chiesa Ortodossa, Domenico Martino, accusato di scisma e eresia nel 2022, e Alessandro Minutella, dimesso allo stato laicale nel 2021 per aver creato una chiesa parallela e inveito contro Papa Francesco.
Monsignor Viganò ha assunto alcuni atteggiamenti e alcuni gesti di cui deve rispondere", ha affermato il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine di un convegno alla Pontificia Università Urbaniana, spiegando che è "normale che la Dottrina della Fede abbia preso in mano la situazione e stia svolgendo quelle indagini necessarie per approfondire la situazione stessa. Ha dato a lui la possibilità di difendersi". A livello personale, prosegue Parolin, "mi dispiace tantissimo proprio perché io l'ho sempre apprezzato come un grande lavoratore, molto fedele alla Santa Sede. In un certo senso era di esempio. Anche quando è stato Nunzio apostolico ha lavorato estremamente bene. Cosa sia successo non lo so".

Foto © Imagoeconomica

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