Alla Camera presentato il libro di Roberta Gatani, nipote di Borsellino

"Per me è stato un vero onore presentare il libro di Roberta Gatani, la nipote di Paolo Borsellino, che ovviamente ha messo oggi in evidenza l'importanza di questi 57 giorni che vanno dalla strage di Capaci alla strage di via D'Amelio, in cui hanno perso la vita il giudice Giovanni Falcone, la magistrata Francesca Morvillo, degli uomini della scorta, e poi purtroppo anche l giudice Paolo Borsellino e i suoi uomini della scorta: è importantissimo ancora oggi pretendere verità e giustizia, perché siamo arrivati solo agli esecutori ma non alle menti raffinatissime". Così Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle, in occasione della presentazione del libro "Cinquantasette giorni. Ti porto con me alla Casa di Paolo" di Roberta Gatani alla Camera dei Deputati. "E' importante - spiega Ascari -, nei luoghi istituzionali, dare voce a chi ha toccato con mano il dolore di perdere un uomo di Stato, e soprattutto la speranza di vedere tanti giovani, tante ragazze, tanti ragazzi, come nella casa di Paolo che è il luogo in cui abitava Paolo Borsellino e che è diventato un punto di riferimento nel suo quartiere, la Kalsa, a Palermo: un luogo di istruzione, di speranza, di ottimismo, di vita in cui in un quartiere difficile si dà appunto la possibilità di un'alternativa alla mafia".


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Roberta Gatani


Assieme all'autrice all'incontro hanno partecipato Salvatore Borsellino (fratello di Paolo e fondatore del movimento Agende Rosse, intervenuto in videocollegamento); Brizio Montinaro (fratello di Antonio Montinaro, agente di scorta ucciso il 23 maggio assieme a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo e Vito Schifani); Stefano Mormile (fratello di Umberto Mormile, educatore del carcere milanese di Opera ucciso l'11 aprile del 1990); Luigi Piccirillo, Presidente dell’associazione ‘Su la Testa’"; Alessandro Cola (artista).


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Stefano Mormile


Tutti hanno evidenziato l'importanza di porsi domande e pretendere appunto la verità sulle stragi degli anni Novanta. Stragi che in qualche maniera si collegano anche ad altri fatti e delitti. Tant'è che un filo viene tracciato dalle rivendicazioni della cosiddetta Falange Armata.
Tornando al libro Roberta Gatani ha voluto raccontare la storia dei 57 giorni di Paolo Borsellino, vissuti tra il 23 maggio e il 19 luglio 1992 anche per sostenere la battaglia che suo zio Salvatore porta avanti da ormai trent'anni, tra memoria e pretesa di giustizia. Un lavoro che passa anche nelle attività che vengono svolte alla Casa di Paolo, in via Vetriera a Palermo.


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Brizio Montinaro


"Oggi cerchiamo di dare una scelta ai tanti giovani che vivono in quel quartiere - ha raccontato Roberta - I giovani hanno poche risorse. Ci sono bambini con genitori in carcere e così pensano sia normale questa vita, altri che vivono in occupazioni abusive e che vengono accompagnati a scuola solo perché costretti dai servizi sociali. C'è bisogno di un'alternativa. Si può fare molto”. “Al contempo - ha aggiunto - è importante parlare dei 57 giorni di Paolo Borsellino. La verità non è completa sulla strage di via d’Amelio, che è una strage di Stato. Pentiti ci hanno aiutato a capire, ma non basta, servirebbe un pentito di Stato. Allo Stato chiediamo la verità sulle stragi, senza se e senza ma". 

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