Sono stati tantissimi gli studenti di Barcellona Pozzo di Gotto arrivati al Teatro Mandanici, invitati dall’Amministrazione comunale insieme ai propri docenti per ricordare i magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta, barbaramente trucidati dalla mafia quel terribile 23 maggio 1992.
L'evento è stato condotto dalla giornalista Cristina Saja. Tra gli ospiti Angela Gentile, conosciuta da tutti come Angela Manca, madre del famoso urologo siciliano Attilio Manca trovato morto nel suo appartamento a Viterbo il 12 febbraio 2004.
Con lei hanno presenziato il procuratore della repubblica Verzera, l'avvocato Lo Presti e altri due magistrati: Bray e Orifici.
"La mia emozione è grandissima, è incommensurabile - ha detto Angela - perché finalmente poter parlare ai ragazzi di Barcellona, parlare di Attilio, far conoscere la sua storia, perché Attilio è morto vent'anni fa e quindi con molta probabilità i ragazzi non sanno nulla, non sanno niente di Attilio. E poi soprattutto parlare al comune di Barcellona. Questo è finalmente una conferma che Attilio è stato ucciso, un'accettazione anche da parte dell'amministrazione comunale che Attilio è stato assassinato. Quindi oggi sono felice, commossa, emozionata, gratificata che finalmente posso essere tranquilla, la verità su Attilio sta arrivando tutta".
"Io credo che i tempi siano maturi - ha continuato - perché finalmente venga accertata, certificata, legittimata la verità. giuridica anche perché ci sono fatti incontrovertibili che nessuno può negare anche perché oltre ai fatti che si sanno l'avvocato Revi ci ha trovato altre cose di cui ancora non si è reso noto quello che lui ha trovato. E per cui ormai la verità penso che sia vicina. La procura di Roma dovrà finalmente aprire delle indagini serie, accurate, per omicidio. E finalmente Attilio potrà avere quella serenità e quella pace che gli hanno tolto a lui la vita, a me la pace e la serenità".
Angela ha poi dato un messaggio agli studenti: "Il messaggio che voglio trasmettere è innanzitutto far conoscere la storia di Attilio. E poi il messaggio più importante è che a Barcellona non c'è un'associazione antimafia e quindi io vorrei che i ragazzi cominciassero a pensare, loro sono i giovani del futuro, di formare un'associazione antimafia perché parlare della mafia non vuol dire infangare la città ma anzi vuol dire liberare la città dalla mafia. Questo è il mio messaggio".

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