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patrimonio miggianodi Emiliano Federico Caruso
La Direzione investigativa antimafia di Lecce ha eseguito in mattinata il sequestro definitivo di tre milioni di euro in beni immobiliari riconducibili a Franco “Il Leccese” Miggiano, boss della Sacra corona unita già condannato per spaccio di stupefacenti e associazione a delinquere. Un sequestro seguito al provvedimento emesso dal Tribunale di Lecce che ha definitivamente trasferito allo Stato italiano la proprietà dei beni appartenuti al boss 69enne.

Ma quello del sequestro a Miggiano è solo l’ultimo episodio di una storia iniziata negli anni ’90. Da una parte c’è la mafia, in questo caso quella attiva in Puglia, la Sacra corona unita, nata in un carcere di Bari nel 1983 per permettere ai clan della ‘ndrangheta di espandersi nei territori del foggiano in opposizione alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo, che proprio in Puglia ha iniziato a estendere i suoi affari. Dall’altra parte invece c’è la Dia, la Direzione investigativa antimafia, che già da tempo ha saggiamente capito che il miglior modo per combattere la mafia è colpirla nel punto più sensibile, quello economico, con sequestri e confische.

In questa storia di mafia c’è anche un uomo, si chiama Franco Miggiano, uno che si è fatto da solo nei primi anni ’80 finanziandosi un giro di spaccio di droga grazie ai proventi di un furto che ha commesso in Germania e che gli ha fruttato 5000 marchi. Da tempo è sospettato di essere piuttosto vicino ai clan di Luigi Giannelli, pezzo grosso della Sacra corona unita già incaricato negli anni ’80 di controllare la zona di Casarano per ordine di Giuseppe Rogoli e ormai condannato a diversi ergastoli, e di Giuseppe “Pippi Calamita” Scarlino, che per oltre 20 anni è stato il boss indiscusso della Sacra corona unita, a capo di un giro di strozzini molto attivo in mezza Italia grazie anche all’appoggio di vari colletti bianchi.

Franco Miggiano in quegli anni cerca di vivere modestamente, tenendo un basso profilo insieme alla sua famiglia, al punto che dichiara al fisco solamente l’equivalente di 13 mila euro di reddito tra il 1988 e il 1997, ma per gli investigatori della Dia vanta un curriculum criminale di tutto rispetto, tra estorsione, detenzione illegale di armi e spaccio di stupefacenti. Inoltre, Il Leccese non riesce bene a farsi passare per indigente: investigatori notano troppa sproporzione tra i guadagni che dichiara e il suo tenore di vita fatto di macchine e beni immobiliari.

In questa storia c’è anche un pentito, un certo Donato Parrotto, già molto vicino al clan di Scarcella “Il Papa” Michele, quello che viveva nella più classica delle ville pacchiane con rubinetti d’oro e marmi pregiati, poi confiscata e destinata a ragazze madri e giovani disagiati. Parrotto, quindi, decide di collaborare e indica Il Leccese come “il più grande spacciatore della zona”, e non è il solo: vari altri pentiti di mafia indicano Miggiani come il ras indiscusso dello spaccio locale. Nel 1999, nell’ambito dell’operazione Viribus Unitis (forze unite) Miggiano è quindi arrestato e viene emesso un provvedimento di sequestro per tutti i suoi beni immobiliari, intestati alla moglie. Anche se poi Miggiano si farà solo otto anni di carcere per spaccio di stupefacenti, il sequestro preventivo del suo patrimonio prosegue fino a diventare irrevocabile a novembre dello scorso anno ed esecutivo oggi.

Un patrimonio che farebbe invidia a qualsiasi imprenditore immobiliare: 19 edifici, di 2 mila metri quadri in totale, distribuiti su un terreno di 20 mila mq circondato da un alto muro con tanto di doppio cancello blindato e telecamere di sorveglianza su tutto il perimetro. Parliamo di edifici modesti come due appartamenti, una dépendance di 150 mq, tre magazzini di 240, 320 e 580 mq, una falegnameria, un autonoleggio e persino una rivendita di ricambi, più vari altri edifici. Tutti nell’enorme terreno situato nel comune di Casarano dove, tanto per non farsi mancare nulla, il boss aveva anche tre appartamenti nel centro storico in via Pendino e via Francesco Astore.

In foto: una foto dell'aerea del complesso immobiliare (da lecceprima.it)

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