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pezzuto-antonio-nicoladi Antonio Nicola Pezzuto - 14 luglio 2014
Scrivere di Sacra Corona Unita, raccontare le dinamiche e l’economia di quella che viene denominata la “quarta mafia”, cercare di far capire non solo a chi vive nel Salento quanto accade su questo territorio è un compito difficile e, forse, anche ingrato.
La mafia salentina viene considerata a livello nazionale, a tutti gli effetti, per importanza, la quarta mafia e perciò non occupa le prime pagine dei giornali. A tutto vantaggio di chi, nel silenzio, può meglio delinquere. Triste dirlo e ribadirlo, ma è così. Succede quindi che un Consiglio Comunale sciolto nel Salento non fa notizia (mi scuso con chi ha la pazienza di leggermi, ma quando ritengo che ci siano delle ingiustizie, di qualunque tipo, mi impunto e non mollo facilmente), così come non fa notizia un’inchiesta della Procura e dei Ros sulle presunte infiltrazioni della Scu in una banca. E un cono d’ombra dell’informazione, quella che conta, quella radical chic sembra esserci anche quando da questo estremo lembo di terra arrivano belle notizie, di quelle che ti incoraggiano ad andare avanti e che ti fanno capire che, se lo Stato vuole, può vincere la battaglia contro le organizzazioni criminali.

Dal mio personalissimo punto di vista ritengo, infatti, che l’inaugurazione a nuova vita di un bene confiscato alla mafia non sia da derubricare nelle cronache locali ma dovrebbe occupare ampio spazio anche in quelle nazionali. Portare alla ribalta notizie di questo tipo significa trasmettere il messaggio che tutti insieme possiamo creare una società più giusta dove ad agire nell’illegalità e con la prepotenza non paga, anzi. Significa, in un momento di forte crisi economica come questa, inculcare nella gente l’idea che si può creare nuova occupazione proprio sconfiggendo il malaffare.
Nel Salento, a Mesagne, cittadina che ha dato i natali al fondatore della Sacra Corona Unita Pino Rogoli, è stata inaugurata la Masseria Canali, bene confiscato al boss Carlo Cantanna, attualmente detenuto nel carcere di Trani. Un luogo, quindi, che diventa da simbolo del potere mafioso, presidio di legalità, lavoro e buona economia. Una struttura che ospiterà minori a rischio, ex detenuti e donne sfruttate che inizieranno un percorso di inserimento lavorativo. Un pugno nello stomaco ai signori della Scu pronti ad offrire, invece, lavoro criminale. Una grandissima vittoria dello Stato.
Saranno organizzati laboratori per bambini e studenti al fine di suscitare interesse per l’ambiente e l’attività agricola, scoprire l’origine dei prodotti alimentari e la catena che li porta sulle nostre tavole, indirizzarli ad un consumo consapevole e a una sana e corretta alimentazione. Il tutto, al fine di creare un centro di educazione alimentare e agroambientale dove si potranno fare visite guidate alle colture e alle attrezzature agricole, assistere allo svolgimento pratico delle attività aziendali e di trasformazione dei prodotti, fare degustazioni, esercitazioni e laboratori didattici.     
La gestione della masseria è stata affidata alla Cooperativa “Terre di Puglia - Libera Terra” dell’associazione Libera.
Non poteva mancare all’appuntamento proprio il presidente nazionale dell’associazione antimafia, Don Luigi Ciotti, che ha evidenziato il valore simbolico del bene sottratto alle mafie e al loro riutilizzo sociale e all’importanza del lavoro in un momento di grave crisi occupazionale che sta portando, sempre più, ad un aumento della povertà.
Una storia bella ed esemplare che merita di essere raccontata e che merita grande rilievo. Ai ragazzi della Cooperativa Libera Terra e al suo presidente Alessandro Leo, che spesso hanno dovuto fare i conti con intimidazioni, il massimo supporto. Al giornalista, il compito di fare da sentinella sul territorio, di scrivere e denunciare eventuali “pressioni” da parte di chi non accetta la vittoria della legalità e della giustizia.

In foto: il giornalista Antonio Nicola Pezzuto

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