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dia6di Antonio Nicola Pezzuto - 22 gennaio 2014
La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha confiscato il patrimonio di Francesco Russo, 60 anni, di Nardò. L’uomo era già stato condannato per tentata estorsione, rapina, sequestro di persona e porto illegale di armi da fuoco.
Il valore dei beni confiscati ammonta a 650mila euro. Tra gli immobili diventati proprietà dello Stato spicca una lussuosa villa di circa 540 metri quadrati, costruita in località Incoronata. Gli uomini della DIA hanno apposto i sigilli anche a due auto di grossa cilindrata, a sette terreni, a quattro conti correnti bancari e a un locale commerciale.
I giudici hanno riscontrato una forte sproporzione tra i redditi dichiarati e il cospicuo patrimonio accumulato.
Il Russo, inoltre, era stato arrestato il 22 novembre 2010 nell’ambito dell’operazione “Canasta”.

Questa inchiesta della Procura Salentina aveva portato alla luce un sistema fondato su aste pilotate e truccate grazie alla complicità di insospettabili professionisti. Nell’operazione furono coinvolti anche uomini d’affari e pubblici ufficiali. Gli indagati furono in tutto circa quaranta, accusati, a vario titolo, di estorsione, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio, peculato, corruzione, falsità materiale ed ideologica.
Sullo sfondo, i tentacoli di due tra le più potenti famiglie della Sacra Corona Unita: quella dei Padovano di Gallipoli e quella dei Coluccia di Galatina. L’indagine, tra le più importanti degli ultimi anni tra quelle portate a termine dalla Direzione Distrettuale Antimafia nel Salento, fu condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecce e coordinata dal Pm Elsa Valeria Mignone. Le innumerevoli intercettazioni hanno dimostrato i rapporti della criminalità organizzata con i colletti bianchi. Un settore, quello delle aste giudiziarie, nel quale la Sacra Corona Unita si è dimostrata attiva al fine di accaparrarsi beni a danno di soggetti che ne avevano diritto. Un settore nel quale si può riscontrare tutta l’arroganza e la forza prevaricatrice dei clan.
Il provvedimento di confisca è stato emesso dalla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Lecce su proposta di misura patrimoniale avanzata dal Direttore della DIA, Leonzio Ferretti, al termine di articolate indagini che hanno appurato una notevole sproporzione tra i redditi dichiarati dal Russo e il patrimonio a lui riconducibile e risultato intestato a parenti stretti.
La confisca segue il provvedimento di sequestro emesso dallo stesso Tribunale ed eseguito sempre dalla DIA il 10 aprile 2013.
Il Russo è molto conosciuto in città per essere stato impegnato in politica e nel mondo del calcio negli ultimi anni.

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