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op-valledellacupa-webGli inquirenti ridisegnano la mappa dello spaccio. Fondamentale il ruolo delle donne
di Antonio Nicola Pezzuto - 16 maggio 2012
I carabinieri della compagnia di Tricase, guidata dal capitano Andrea Bettini, hanno inferto un duro colpo ai signori della droga nel Salento. L’ operazione è stata denominata “Valle della Cupa” dal nome dello storico territorio situato ad ovest di Lecce che si estende sino a Monteroni. Soprattutto eroina, acquistata in grosse quantità nel brindisino e,  per aggirare i controlli delle forze dell’ ordine, sui mercati di Taranto riforniti dalla ‘Ndrangheta e della Campania dominati dalla Camorra.

Trentasette le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Nicola Lariccia, su richiesta dei sostituti procuratori Guglielmo Cataldi e Giovanni De Palma. Ne sono state eseguite 34 tra carcere e domiciliari (al momento del blitz erano tre gli irreperibili, uno si è costituito dopo alcune ore).
Fra i 34 destinatari, oltre al presunto capo, il 50enne Antonio Sileno, già arrestato nelle operazioni “Lupiae” ed “Affinity”, ed un tempo vicino alla Sacra Corona Unita, troviamo anche otto donne che, dato importante di questa operazione, ricoprivano anche ruoli di comando.
A tal proposito afferma il Procuratore Capo Cataldo Motta: «Le donne hanno avuto sempre un ruolo determinante nell’ assetto criminale e negli affari della Sacra Corona Unita, sin dagli albori e dalla sua nascita per mano e progetto di Pino Rogoli. La Scu nasce e si sviluppa in carcere e necessita dell’ apporto delle mogli dei detenuti, capaci di garantire la forza dell’ associazione all’ esterno attraverso il “nome” e il vincolo parentale. La figura femminile si dimostra affidabile e fedele».
La sorella di Sileno, Carmela, 55 anni, e la compagna, Angela Colacicco, di 37, avevano il compito di organizzare le attività legate allo spaccio. Altre due, Luana Monia Quarta, 41 anni, di San Cesario, e Roberta Ventura, 23 di Novoli, assieme ai fidanzati Marco e Gianluca Saponaro, rispettivamente di 36 e 40 anni, di Monteroni, erano tra i più importanti pusher.
L’ inchiesta parte da Alessano nell’ ottobre del 2009 e si allarga proprio nei paesi della “Valle della Cupa”, interessando anche Nardò, Galatina, Maglie, Aradeo e Tricase, comuni dove risiedono coloro che sono stati colpiti dalle ordinanze di custodia cautelare. Parte da Alessano perché i carabinieri fermano con quasi due grammi di stupefacente appena acquistato un tossico che risulterà fondamentale per il prosieguo delle indagini. L’ uomo, però, conosce solo il soprannome dello spacciatore dal quale si è approvvigionato. I militari, dopo aver visionato il cellulare del tossico, riescono a scoprire il fornitore che è di Monteroni e lo denunciano a piede libero insieme ad altri 27 indagati non destinatari dei provvedimenti restrittivi.
Grazie ai pedinamenti, agli appostamenti, ad altri sequestri occasionali di sostanza, ma soprattutto grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, anche in carcere, gli investigatori appurano l’ esistenza di un’ importante rete di spacciatori con a capo Antonio Sileno, aiutato dal fratello Giancarlo. Un gruppo molto forte ed affiatato, cementato da rapporti di parentela e sentimentali. Tanto coeso che durante i due anni e mezzo di indagini, al suo interno, non è stato registrato alcun attrito.
Nell’ operazione sono stati impiegati 150 uomini in divisa, un elicottero e diverse unità cinofile. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati 2.300 euro e 90 grammi di cocaina pura.



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