Tredici arresti nelle province di Brindisi, Lecce e Chieti contro il clan della sacra corona unita "Pasimeni-Vitale-Vicientino”: le accuse sono di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, truffa ai danni dello Stato, usura, estorsioni, lesioni personali, detenzione e porto di armi da sparo, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacente. I Carabinieri, oltre ad aver eseguito gli arresti, hanno sequestrato un immobile e un’attività commerciale, il tutto per un valore stimato di 600mila euro. L’edificio sarebbe stato la base operativa dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, e lì si sarebbero svolte le riunioni e incontri tra gli affiliati. Tra gli arrestati figura Daniele Vicientino, detto “Il Professore”, volto storico della Scu mesagnese.
Le indagini sono partite tra il giugno 2020 e il giugno 2022 contemporaneamente al ritorno in libertà del presunto promotore e organizzatore dell'associazione Tobia Parisi. Per gli investigatori il gruppo avrebbe dimostrato la persistente operatività del clan, comandata dal boss detenuto: e avrebbe emanato direttive tramite il nipote al suo luogotenente sul territorio. Uno degli scopi dell’organizzazione sarebbe stato il mantenimento dei detenuti in carcere per mezzo di un sistema di estorsione e il traffico di droga. Parallelamente, il gruppo avrebbe esercitato un controllo territoriale basato su violenza e intimidazione. Non avrebbero esitato a condurre azioni violente, come pestaggi, sia per proteggere i propri accoliti sia per recuperare crediti insoluti dai pusher. Infine, l'organizzazione criminale sarebbe stata profondamente radicata nelle attività finanziarie illecite, dedicandosi all'usura - concedendo prestiti a tassi esorbitanti - e al riciclaggio di denaro attraverso la gestione illecita di una rete di giochi e scommesse online su canali non autorizzati.
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