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Danny Casolaro era un giornalista investigativo che indagava su ciò che lui chiamava "l'Octopus", una teoria della cospirazione che coinvolgeva vari livelli di governo globale, spie internazionali, cartelli della droga e politici degli Stati Uniti. La sua indagine era considerata così significativa che il New York Times la paragonò allo scandalo Watergate.
Fu trovato morto nella sua stanza d'albergo a Martinsburg, West Virginia, nel 1991. La sua morte fu inizialmente classificata come suicidio, ma molte persone, inclusi i suoi familiari, sospettavano che fosse stato assassinato a causa delle sue indagini.
Al momento della sua morte, Casolaro stava lavorando su un caso riguardante la compagnia di software Inslaw e le accuse di furto di programmi software da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Questo caso era stato in tribunale per quasi un decennio.
Il fratello di Casolaro, Dr. Anthony Casolaro, ha espresso dubbi sulla morte di Danny, sottolineando che Danny aveva ricevuto numerose minacce di morte e che tutti i suoi appunti e documenti di ricerca erano scomparsi dopo la sua morte.
L'ex Procuratore Generale degli Stati Uniti, Elliot Richardson, che rappresentava Inslaw nella loro causa contro il Dipartimento di Giustizia, chiese un'indagine federale sulla morte di Casolaro.
Di seguito riportiamo questo articolo pubblicato nei giorni scorsi, che affronta il tema della sua scomparsa.

Labirinti Nascosti: Danny Casolaro, Falcone e il Mistero di Octopus


di Federico Carbone

La storia di Casolaro è un viaggio nel cuore oscuro di un mondo dove potere e verità si mescolano in un valzer di ombre. Le sue indagini, che avrebbero potuto toccare anche la loggia C, si sono interrotte bruscamente con la sua morte, avvenuta in circostanze misteriose nella camera 517 dell’hotel Sheraton. Classificata come suicidio, la sua fine rimane avvolta in un velo di mistero, con molti dubbi e domande ancora irrisolti.
In questa intricata rete di connessioni, la storia di Casolaro non è solo un racconto di indagine personale, ma diventa un simbolo di un viaggio collettivo nella ricerca della verità. Un viaggio che mette in luce le complesse relazioni tra organizzazioni criminali, istituzioni segrete e poteri occulti.
Le sue indagini, che toccavano temi come la corruzione, il terrorismo e le collusioni tra potere politico e crimine organizzato, riflettono una realtà in cui la verità è spesso nascosta dietro facciate di rispettabilità. La sua morte, quindi, diventa non solo il tragico epilogo di una vita dedicata alla ricerca della verità, ma anche un monito sulla pericolosità di scavare troppo a fondo nei segreti del potere.
In questo mondo di intrighi e ombre, la storia di Danny Casolaro ci ricorda che la verità è spesso più complessa e sfuggente di quanto possiamo immaginare. Le sue indagini, intrise di coraggio e determinazione, rimangono un esempio luminoso di resistenza contro le forze oscure che cercano di soffocare la verità. La sua eredità è un richiamo costante all’importanza della ricerca incessante e coraggiosa, anche di fronte ai più grandi pericoli.
In conclusione, quella di Casolaro non è solo la storia di un uomo e delle sue indagini, ma è un viaggio nel cuore oscuro del potere, dove le verità nascoste attendono di essere scoperte, dove ogni rivelazione può essere l’ultima e dove il prezzo della verità può essere il più alto. Danny Casolaro, con il suo sacrificio, ha lasciato un’eredità di domande inquietanti, spingendoci a guardare oltre le apparenze e a cercare le verità nascoste che si celano nell’ombra dei poteri.
La misteriosa vicenda di Danny Casolaro, che tocca anche il suolo italiano, rivela una trama di legalità e illegalità intrinsecamente intrecciate. Casolaro, nel suo intraprendente impegno investigativo su ‘Octopus’, una vasta rete di corruzione e crimine che attraversava i confini internazionali, s’imbatté nell’ambito italiano. In questa intrigante situazione, stabilì un contatto con Giovanni Falcone, un magistrato iconico nella lotta contro la mafia. Tuttavia, l’inquietante morte di Casolaro, seguita dall’eliminazione di 27 persone legate a lui, lancia una sinistra ombra su questa indagine. Questi avvenimenti, in particolare la connessione con Falcone, suggeriscono un’intersezione tra le indagini di Casolaro e le complesse dinamiche del crimine organizzato. Qui emerge il ruolo cruciale di Gladio, una struttura segreta profondamente radicata, la cui presenza era stata intravista da Falcone nel contesto degli omicidi La Torre e Mattarella. Secondo quanto riportato da fonti molto vicine al magistrato.Falcone aveva un’intuizione precisa sul potenziale di Gladio e sulle necessità di indagare a fondo sui suoi elenchi, un percorso che purtroppo fu impedito sia dal procuratore capo dell’epoca, Pietro Giammanco, che dalla Cosa Nostra.
Le mafie, un tempo viste come entità separate, ora si presentano sempre più connesse a livello internazionale. La Cosa Nostra, una volta potente e temuta, sembrava essere in declino, sorpassata da nuove forme di criminalità organizzata più agili e invisibili. Tuttavia, questo non diminuiva la loro pericolosità, ma piuttosto la trasformava, rendendo le indagini tradizionali meno efficaci. La morte di Paolo Borsellino, avvenuta poco dopo quella di Falcone, rafforza l’idea che entrambi fossero sulle tracce di qualcosa di molto più grande e pericoloso di quanto si potesse immaginare. Secondo alcune teorie, Borsellino sarebbe stato ucciso proprio per aver continuato a seguire la pista intrapresa dal suo collega, cercando di svelare l’esistenza di ‘Octopus’ e i suoi legami con il crimine organizzato in Italia.
Queste connessioni gettano una nuova luce sulla storia di Casolaro e sulle sue ricerche. Non era solo un viaggio nella corruzione e nel potere oscuro, ma anche un percorso che toccava le profondità del crimine organizzato, rivelando come le diverse mafie fossero ormai interconnesse in un network globale. La sua morte, così come quelle di Falcone e Borsellino, sottolinea la pericolosità e la complessità di questo labirinto di potere e crimine, dove la ricerca della verità può avere un prezzo altissimo.

Tratto da: federicocarbone.it

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Pubblicazione del 2 gennaio 2024

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