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Nell'ambito dell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Salerno che ha portato all'arresto di 19 persone (6 sono latitanti), i finanzieri hanno eseguito un sequestro finalizzato alla confisca 'allargata' nei confronti degli indagati. Colpiti beni immobili, autoveicoli, rapporti di conto corrente e complessi aziendali per un valore stimato, in via prudenziale, in circa 1 milione di euro. Le indagini economico-patrimoniali hanno permesso di ipotizzare una sproporzione tra il reddito dichiarato ai fini fiscali e il valore dei beni detenuti dagli indagati, anche per il tramite dei loro familiari, tale da far ritenere il patrimonio cautelato provento di attività illecite. Sulla base degli elementi investigativi raccolti, è stato attivato un ordine di indagine europeo, attraverso Eurojust, per individuare ulteriori asset localizzati in Spagna sempre riconducibili agli indagati. La cooperazione giudiziaria ha permesso di risalire a cinque aziende spagnole operanti nei settori di commercio e noleggio di autoveicoli, produzione di prodotti di pasticceria e pane, import-export di prodotti tessili e commercio all'ingrosso di frutta e ortaggi. In Italia, sono stati sequestrati quindici attività tra bar, una società operante nel settore dei rifiuti, attività di rivendita di alimentari, imprese agricole e altre, 24 autoveicoli e sei unità immobiliari. Approfondimenti sono in corso su 210 rapporti bancari intestati agli indagati finalizzati a sottoporre a vincolo cautelare disponibilità finanziarie di provenienza illecita. "Dopo un primo periodo di avvio delle attività in ordine al contrasto alla criminalità organizzata, non si mira più a un contrasto personale della criminalità organizzata, ma si mira anche a un contrasto patrimoniale", ha spiegato il procuratore aggiunto di Salerno, Luigi Alberto Cannavale, intervenendo a una conferenza stampa in procura, sottolineando che "il contrasto patrimoniale può creare un vero nocumento a queste organizzazioni criminali". Il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, il generale Oriol De Luca, evidenzia che, in questa indagine, "abbiamo valorizzato quanto fatto dalla Polizia di Stato e dall'Arma dei Carabinieri sotto il nostro profilo economico-finanziario perché siamo convinti, e ne è convinto lo Stato, che l'aggressione a queste consorterie passa attraverso il contrasto patrimoniale".

Fonte: Agi

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