Rapimento sventato dalla polizia olandese, ‘Ndrangheta e mafia albanese sempre più pericolose sull’asse Amsterdam-Bruxelles

La polizia olandese ha arrestato quattro uomini presumibilmente legati alla mafia del narcotraffico nel Nord Europa, tutti sospettati di essere gli autori materiali del tentativo di rapimento ai danni del ministro della Giustizia belga Vincent Van Quickenborne.
Il piano del mancato rapimento - ha reso noto il quotidiano “Europa Today” - è stato sventato quasi per caso dalla polizia olandese che, nella giornata di giovedì scorso, ha individuato una macchina con targa olandese parcheggiata fuori casa del ministro belga, all’interno erano presenti: un fucile d’assalto e nastro adesivo, mentre, in un’altra auto, anch'essa immatricolata nei Paesi Bassi, sono state rinvenute diverse bottiglie di benzina.
Grazie alle due auto gli inquirenti hanno rintracciato e arrestato nei Paesi Bassi i quattro uomini tra i 20 e i 48 anni, tutti sospettati di essere gli autori materiali del mancato rapimento e, almeno secondo l’emittente fiamminga VRT, tutti sospettati di essere narcotrafficanti.
Lo stesso ministro Vincent Van Quickenborne, in un videomessaggio diffuso dalla radio-televisione belga Rtbf, ha commentato la vicenda parlando di “mafia della droga”.
"Per il momento sarò posto sotto stretta sorveglianza e non potrò partecipare ad alcune attività programmate nei prossimi giorni. Non è piacevole, ma è comprensibile  - ha dichiarato Quickenborne -. Lasciatemi essere chiaro - ha puntualizzato il ministro - : le persone che stanno dietro a tutto questo stanno ottenendo l'opposto di ciò che si prefiggono. Questo mi rafforza nella convinzione che dobbiamo continuare a lottare.” - prosegue - "Continueremo a combattere la criminalità organizzata, con più uomini e risorse di prima. Nel nostro Stato di diritto democratico non ci piegheremo mai alla violenza. Mai!".
Alle parole di Quickenborne si sono aggiunte anche quelle del premier belga Alexander De Croo che dal suo profilo Twitter parla di minaccia "totalmente inaccettabile”.
La presenza della mafia sull’asse Amsterdam-Bruxelles diviene sempre più evidente e, con il fallito rapimento del ministro belga, pericolosamente sfrontata.
Da diversi anni il Belgio, corroborato dalla vicina Olanda e dal porto di Anversa, è diventato una della vie d’accesso più importanti con la quale far entrare la droga in Europa, infatti, secondo i dati diffusi dal report dell’Europol Cocaine Insight”, nel porto di Anversa, lo scorso anno sono state sequestrate 66 tonnellate di cocaina, contro le cinque del 2013. 
Una crescita continua e costante, favorita dal consolidamento delle attività criminali perpetrate sia dalla ‘ndrangheta che dalla mafia albanese, entrambe, sempre più radicate sul territorio belga e responsabili dell’aumento di omicidi ed episodi di corruzione tra le forze di polizia.

Gratteri docet
La notizia del tentato rapimento del ministro della giustizia Vincent Van Quickenborne, fallito grazie all’intervento della polizia, notifica l’escalation della presenza mafiosa nel nord Europa e arriva ad un anno di distanza dalle parole pronunciate, se vogliamo, annunciate dal procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, quando, commentando l’agguato consumato ai danni del giornalista Peter R. de Vries, oltre a sottolineare la crescita esponenziale di droga e violenza nel nord Europa, ha anche evidenziato la tendenza dei “Paesi Bassi a sottovalutare la mafia”.
Un problema che, secondo Gratteri, "non se ne andrà" poiché "non solo i Paesi Bassi sono logisticamente interessanti per la criminalità organizzata (con porti come Amsterdam e Rotterdam utili nel traffico di cocaina, ndr) ma c'è anche molto riciclaggio attraverso l'apertura di ristoranti e hotel. Anche il sistema olandese ne beneficia, motivo per cui è così difficile da fermare".
Inoltre, ad aprile di quest’anno, intervistato dal giornalista Jamil El Sadi per il quotidiano "ANTIMAFIA Duemila", Nicola Gratteri, parlando di “joint venture con le altre mafie”, ha precisato: “La ’Ndrangheta continua ad avere il primato del commercio e del traffico di droga nel mondo. Quella albanese o la ‘Maffia’ olandese - ha proseguito Gratteri -, sono le due organizzazioni criminali mafiose che più stanno avanzando in Europa”.
Ancora una volta i fatti dimostrano la lungimiranza dell'élite racchiusa nella magistratura italiana e rappresentata dalle capacità straordinarie di togati come: Nicola Gratteri, Nino Di Matteo, Sebastiano Ardita, Luca Tescaroli e Giuseppe Lombardo; competenze notoriamente accertate ma, inspiegabilmente poco utilizzate, soprattutto in Italia.

Foto © Imagoeconomica

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