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Gli attivisti contestano il sindaco e il suo non essersi dissociato da Dell’Utri e Cuffaro: “È ‘malvenuto’”

Una visita inaspettata ha rotto il silenzio di via d’Amelio questa mattina, in occasione del trentennale della strage in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.

Roberto Lagalla, incalzato dalle contestazioni studentesche di ieri e da tempo nell’occhio del ciclone delle polemiche per aver disertato le iniziative organizzate per il trentesimo anniversario dell'attento di Capaci, alle commemorazioni della strage di via D'Amelio, alla fine ha deciso di presentarsi.

Nulla era trapelato da palazzo delle Aquile sulla sua eventuale partecipazione; Il neosindaco sperava forse con tale iniziativa di scrollarsi di dosso l’ingloriosa fama di aver ricevuto l’endorsement in campagna elettorale dai condannati per mafia Marcello Dell’Utri e Totò Cuffaro, (il primo per concorso esterno in associazione mafiosa, il secondo per favoreggiamento).

La reazione delle Agende Rosse alla visita inaspettata non si è fatta attendere: gli attivisti all’arrivo di Lagalla gli voltano le spalle e circondano l’albero della pace formando un silenzioso scudo umano contro quella che appariva ai loro occhi l’ennesima ipocrita passerella politica, più funzionale a rendere gloria alle torbide immagini istituzionali della città, che a ricordare Paolo Borsellino.


contestazione lagalla viadamelio

Il gesto di contestazione nei confronti del nuovo sindaco di Palermo, Roberto Lagalla


Nella mattinata l’arrivo del sindaco si era fatto precedere da un comunicato:

“Nel trentennale della strage e alla luce dei recenti fatti, oltre ad un dolore che rimarrà per sempre indelebile, resta l'amarezza per una verità che ancora stenta a emergere su uno dei fatti più inquietanti della storia della repubblica.Una verità legittimamente attesa dai familiari di Paolo Borsellino e delle vittime di questo attentato, alle quali esprimo oggi tutta la mia vicinanza. Ma è anche una verità che sia le istituzioni sia la società civile non devono mai stancarsi di ricercare”, si legge nella nota.

Parole che suonano vuote agli attivisti delle agende rosse:

“Questo è il nostro malvenuto. In questo modo noi cerchiamo di preservare la memoria delle persone che sono morte. La sua presenza è inutile”, afferma l’Agenda Rossa Angelo Garavaglia Fragetta  all’inviata di La Repubblica Alessia Candito. Anche Salvatore Borsellino è assente in segno di protesta:

"Oggi si celebrano come eroi le vittime di quelle stragi e intanto se ne distrugge il patrimonio di leggi che ci avevano lasciato per dare alla magistratura e forze dell'ordine le armi necessarie per combattere la criminalità organizzata” dice salvatore. “A breve”, continua “arriverà l'abolizione del 41 bis e dell'ergastolo ostativo e sarà cambiata la legge sui collaboratori di giustizia. Mentre si proclamano eroi ne tradiscono e distruggono il patrimonio di leggi che ci avevano lasciato", dice Salvatore Borsellino. Questa mattina in via d'Amelio, protagonisti sono stati i ragazzi delle scuole, salutati dal ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi , anche lui presente sul luogo della strage, ma, ha precisato, solo per i bambini che erano presenti: “Non faccio passerelle”.

Tra i presenti vi erano anche il ministro Bianchi accompagnato da Vittorio Teresi, pm nel processo di primo grado sulla trattativa Stato-mafia.

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