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Il pentito: “Anche i farmacisti aiutano per aumentare il taglio della droga. Venduta a tutti, pure alle ragazze incinte”

"Qua i miliardi si possono contare e i miliardi di cui parlo derivano dallo spaccio di stupefacenti". Sono le parole del pentito Alessio Puccio mentre descrive come il mercato della droga, sempre più fiorente, ha invaso le strade di Palermo.
Un business portato avanti con vere e proprie strategie di marketing pensate per mantenere alti e costanti i proventi della droga, attraverso l’acquisizione di clientela sempre nuova e, possibilmente, fidelizzando quella vecchia.
Nelle parole di Puccio, il racconto delle varie strategie utilizzate nel tentativo ben congeniato di preservare i guadagni: “Quando c'è qualche carenza in piazza, che qualche piazza comincia a lavorare meno per aumentare i guadagni fanno delle piccole dosi di 0,2 o una cosa del genere” - ha proseguito - “Alla gente che vuole uscire dal giro, loro dicono: 'Tieni te lo regaliamo noi, provala'. In automatico un tossicodipendente in astinenza, che prende ogni giorno metadone non ne può fare più a meno e ricade nella trappola. Purtroppo la droga viene venduta a tutti. Palermo è assediata, vengono pure ragazze incinte".
Dettagli di non poca importanza che si aggiungono ad altri già emersi nell’inchiesta che ha scandagliato le dinamiche che ruotano attorno all’omicidio di Giuseppe Incontrera, il boss di Porta Nuova ucciso il 30 Giugno con tre colpi di calibro 22 nel quartiere Zisa di Palermo e pronto ad ingaggiare una vera e propria guerra pur di non cedere i profitti ottenuti con le attività criminali perpetrate sul territorio, oltretutto, in parte destinati al mantenimento “dei picciotti” attraverso spese che potevano superare anche gli 8 mila euro al mese.

Una tassa settimanale per continuare a spacciare droga
Nelle dichiarazioni formulate dal collaboratore di giustizia, la descrizione del ruolo di Giuseppe Di Giovanni, suocero di Giuseppe Incontrera e perno delle attività criminali del mandamento di Porta Nuova. “Quelli che vendono la droga al dettaglio devono essere autorizzati da Giuseppe Di Giovanni; a Porta Nuova non esiste che tu vendi 5 euro di fumo se non sei autorizzato”. Descrivendo il ruolo riservato a ragazzi, talvolta minorenni, Puccio ha aggiunto: “Gli arriva la droga tramite Di Giovanni. Hanno l'impegno di trovare i ragazzini da mettere in piazza, a volte anche minorenni, li fanno spacciare pure. Poi pagano la droga e la tassa settimanale”.
Difatti, sempre secondo le dichiarazioni di Puccio, riportate nel sito Palermotoday, chi voleva continuare a spacciare droga, doveva necessariamente versare una “tassa settimanale” di 500 euro. Un importo che poteva variare sulla base degli introiti, infatti, come sottolinea Puccio, 500 euro era la tariffa base applicata alle piazze da 3-4 mila euro al giorno, quelle ritenute meno remunerative.

Droga h24 e senza limiti territoriali
Tra i servizi più remunerativi, lo spaccio h24 e, grazie a particolari accordi tra i vertici dei mandamenti palermitani, senza alcun limite di natura territoriale.
Una sorta di servizio Premium rivolto alla clientela più esigente e, come spiega il pentito Alessio Puccio: “Pensato petutte quelle persone che non si possono esporre e che non possono andare nei quartieri per comprare la droga”, oltretutto, ritenuta di buona qualità anche grazie a “farmacisti disposti ad aiutare, che danno le cose per aumentare il taglio”.
Inoltre, tra le varie attività del clan di Porta Nuova, oltre alla vendita di droghe di vario genere, anche diverse estorsioni perpetrate ai danni di alcuni commercianti della zona. 
Attività criminali che, con il tempo, hanno favorito le attenzioni dei Pm e giustificato una richiesta di custodia cautelare per Giuseppe Incontrera ed altri indagati ben otto giorni prima del suo omicidio. Difatti, come emerso da alcune intercettazioni, diversi boss temevano già da tempo di poter essere arrestati da un momento all'altro.

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