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"La lotta alla mafia trova questo grande ostacolo, dopo aver risolto un problema di carattere repressivo, basti pensare all'arresto di quasi tutti i latitanti e i processi arrivati a conclusione, nonostante tutto, siamo ancora qui a parlare di mafia: c'è tanto da lavorare e la fase a cui andiamo incontro è diversa dalla fase repressiva perché si tratta della fase sociale, la fase che riguarda il modo di vivere della gente". A parlare è Alfredo Morvillo, fratello di Francesca, magistrato nonché moglie di Giovanni Falcone, intervenuto ieri sera nel corso dell'undicesima edizione di “Trame.11 Festival dei libri sulle mafie”. "Io parlo di Palermo evidentemente, e ancora siamo ben lontani dall'essere uniti tutti insieme per fare qualcosa, ciascuno nel suo piccolo per allontanarsi dal sapore della mafia - ha aggiunto -. A Palermo siamo ancora ben lontani da questo momento, e alle parole che diceva il dottore Falcone, cioè che ‘la mafia come tutti i fatti umani ha un inizio e ha pure una fine’, purtroppo dovrei fare un'aggiunta perché valgono solo se tutti insieme lo vorremo, perché c'è ancora una grande parte che strizza l'occhio ad ambienti notoriamente associati alla mafia”.
"Un atteggiamento volutamente provocatorio nei confronti di chi ha perso la vita - ha concluso -. Trame è importante perché contribuisce a diffondere tutto ciò che riguarda il tema della mafia, coinvolge un numero elevato di persone fornendo le indicazioni su cosa è necessario fare per sperare di vincere questa battaglia. Non possiamo più accettare di aspettare ogni anno gli anniversari per parlarne, lo si è già fatto e anche tanto, ma ad oggi parlare serve a poco, bisogna agire nel proprio piccolo anche là dove l'azione implichi un piccolo sacrificio, ma bisogna essere disposti a farlo. In questo momento si inseguono obiettivi di bottega e non di interesse generale, come quello della lotta alla mafia, che ha sicuramente una valenza più elevata".

Foto © Deb Photo

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