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Beni per oltre un milione di euro sono stati sequestrati a un esponente del clan dei barcellonesi dai finanzieri del Comando provinciale di Messina che hanno eseguito il provvedimento della Sezione misure di prevenzione del tribunale, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L'uomo, ex appartenente della polizia penitenziaria ed ex gestore discoteche a Milazzo, a luglio è stato condannato a 20 anni di carcere nell'ambito dell'inchiesta "Dinastia" per associazione a delinquere di stampo mafioso di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. Le indagini hanno dimostrato che i più autorevoli rappresentanti della cosca ancora in libertà decisero di mettere le mani sul controllo del traffico delle sostanze stupefacenti. Tra i beni sequestrati due aziende attive nel settore del noleggio autoveicoli e attrezzature per lavori edili, tre immobili a Milazzo, 14 auto e 4 rapporti finanziari. L'operazione richiamata "rappresenta uno sviluppo della incessante manovra di contrasto coordinata dalla Procura Distrettuale di Messina nei confronti della famiglia mafiosa barcellonese, la cui esistenza e operatività è stata negli anni accertata con varie sentenze all'esito di numerosi procedimenti penali (Mare Nostrum, Icaro, Eris, Vivaio, Pozzo, Gotha, ecc..) che l'hanno decimata con l'arresto e la condanna di capi storici e gregari; in particolare, le indagini hanno dimostrato che i più autorevoli rappresentanti della consorteria ancora in libertà decisero di mettere le mani sul controllo del traffico delle sostanze stupefacenti, allo scopo di integrare gli introiti dell'attività estorsiva, che in quel periodo si era rivelata particolarmente rischiosa e poco remunerativa", dicono le Fiamme gialle. L'esame del provvedimento giudiziario, emesso al luglio del 2021, non ancora definitivo, "è comunque illuminante rispetto alla relativa caratura criminale, lì dove ne viene attestato, sin dagli anni '90 e almeno fino al 2015, il ruolo di esponente del sodalizio mafioso denominato ''clan dei barcellonesi'', attivo nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto e nei comuni limitrofi, diretta propaggine di Cosa Nostra siciliana, storicamente radicata su quei territori". Nel corso dell'attività sono stati quindi cautelati ed affidati ad un amministratore giudiziario 2 compendi aziendali, comprensivi dei relativi beni patrimoniali, attivi nel settore del ''noleggio autoveicoli ed attrezzature per lavori edili'', nonché 3 immobili, siti nel Comune di Milazzo, 14 autoveicoli e 4 rapporti finanziari, per un valore complessivo di stima pari a oltre un milione di euro. "L'operazione testimonia il costante impegno della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, della Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale, nonché della Guardia di Finanza di Messina, volto ad individuare le ricchezze illecitamente accumulate, per restituirle alla collettività, ricorrendo a tutti gli istituti giuridici di aggressione patrimoniale previsti dall'avanzata normativa antimafia nazionale".

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