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A Partinico si discute se cambiare nome al Liceo intestato al giornalista

Santi Savarino nacque nel 1887 a Partinico. Dal 1909 al 1925 fu redattore e redattore capo della Tribuna, e dal 1925 al 1926 capo dell'ufficio romano del quotidiano Il Secolo. Dopo qualche timida simpatia per i giornalisti !quartarellisti”, indignati per l’assassinio di Giacomo Matteotti avvenuto a Quartarella, nel 1926 ricoprì la carica di redattore capo della Stampa di Torino dove, nella sede romana, lavorò dal 1934 al 1940. Troviamo la sua firma tra i 180 scienziati e i 140 uomini politici che firmarono il Manifesto fascista “Sulla difesa della razza” in appoggio alle leggi razziali contro gli ebrei italiani. Nel 1943, dopo l’arresto di Mussolini, venne nominato dal capo del governo Badoglio commissario dell'Ente Stampa addetto al controllo e all’eventuale sequestro di giornali che pubblicavano notizie non autorizzate. Nel 1946, divenne direttore del quotidiano romano Il Giornale d'Italia, quando la testata, sospesa dagli americani riprese le pubblicazioni e vi rimase sino al 1962, Candidato nelle liste della Democrazia Cristiana, fu eletto senatore nel 1953. Pare che in questa elezione fosse stato determinante l’appoggio del mafioso Frank Coppola. Proprio nello stesso anno il senatore del PCI Girolamo Li Causi esibiva la lettera scritta da Savarino a Frank Coppola, il quale si era trasferito a Pomezia, dove aveva una tenuta acquistata per 50 milioni, ma continuava ad essere uno dei maggiori responsabili dei traffici di droga tra l’Europa e gli Stati Uniti. A seguito di alcuni contrasti con la DC, Savarino si ricandidò, come indipendente, nelle liste del MSI, ma non venne più rieletto, essendogli forse venuto meno l’appoggio di Frank Tre dita, il quale aveva scelto uil democristiano Cataldo.
Quella di Santi Savarino è una figura controversa con vari aspetti. oltre che di giornalista, di uomo politico, e scrittore. Fu autore di alcuni lavori teatrali in lingua siciliana, “L'albero pecca”, “Don Giovanni s'innamora”, “Ma che cos'è questo amore”, “Mi voglio maritare”, alcuni dei quali messi in scena dalla compagnia teatrale di Angelo Musco, e di un romanzo, “Peccato mortale”, (1964), il cui personaggio principale potrebbe richiamare il dramma religioso di un altro intellettuale siciliano partinicese, Giuseppe Longo. A Savarino è ispirato anche il romanzo dello storico partinicese suo buon amico, Salvatore Bonnì “Onorevoli all’asta... Morì a Roma, a settantanove anni, nel 1966.
Giuseppe Casarrubbea, anche lui partinicese, uno dei più grandi studiosi della storia siciliana del 900 e dei suoi misteri, su Paperblog, il 2 marzo 2014 scriveva: “Al paese di Frank Coppola, alias Frank Tre Dita, primo dei grandi trafficanti internazionali di droga, poi divenuto “re di Pomezia”, tutto può accadere. Può accadere che ti trovi nella strada sacchi di immondizia non ritirati e aperti dai cani randagi, la mattina quando metti i piedi fuori di casa. Che per settimane nessuno passi a toglierli. Che qualcuno se li levi dai piedi e li depositi davanti all’ingresso di una villa pubblica. Che non si faccia la raccolta differenziata dei rifiuti. Che tutti i supermercati del mondo riempiano le cassette della posta e le strade della loro propaganda. Che il sindaco non se ne accorga neanche. Che un assessore faccia tagliare in una notte tutti gli alberi di una strada principale piantati da decenni. Che si abbattano palazzi storici. Che i servizi per cui si pagano tasse salate non si effettuino. E ancora, non per finire, che un liceo sia intitolato a un concittadino in rapporti epistolari con il capomafia del tempo, quale fu, appunto, Frank Tre Dita. Santi Savarino, direttore del ‘Giornale d’Italia, partinicese pure lui, scriveva, infatti, a Frank Coppola, avendo prima manifestato la sua amicizia e il suo affetto: “Carissimo don Ciccio [...] Siamo di Partinico e ci comprendiamo benissimo. Disponga di me. Non ho avuto ancora risposta da Atene, appena l’avrò gliela comunicherò. Venga da me quando vuole; avrò sempre piacere di vederla. Grazie ancora del bel regalo e mi creda suo affezionatissimo Santi Savarino”.


savarino saverio

Santi Savarino


La vicenda dell’intitolazione del Liceo nasce negli anni 90, allorchè l’allora presidente del Consiglio D’istituto Jack Speciale, esponente della D.C. locale, propose l’intitolazione del Liceo Scientifico al giornalista. La scuola era nata da alcuni anni come sede staccata del secolare Liceo Classico Garibaldi ed era cresciuta notevolmente. Malgrado le rimostranze dello scrivente, che riteneva altamente diseducativo intestare una scuola a un personaggio del genere, la richiesta d’intitolazione, priva in un primo tempo del parere del Collegio del docenti, venne trasmessa in Provveditorato, seguita dall’invio di alcuni interventi e documenti da parte dello scrivente. Non successe nulla, e dopo alcuni anni arrivò l’intestazione: in pratica era successo che il figlio (lo Scientifico) aveva “mangiato” il padre, (il Classico), come Saturno mangiò i suoi figli e che il nome di Garibaldi aveva dato il posto a quello di Savarino. Per chi non lo sapesse, è il caso di precisare che Garibaldi si professò socialista. Negli anni la polemica si è risvegliata in altri momenti, ma ha visto sempre schierarsi compatta tutta la destra paesana, che ogni volta accusava il Liceo Scientifico di “essere un covo di comunisti”. Tre anni fa anche il Liceo linguistico di Terrasini è stato annesso allo Scientifico di Partinico e il Collegio dei docenti approvò all’unanimità di intestarlo a Peppino Impastato, ma la pratica sembra essersi insabbiata tra gli Uffici scolastici regionali. Ultimamente c’è stato un altro timido tentativo della nuova Dirigente Scolastica Vincenza Vallone, non si sa se su sollecitazione degli studenti, che ha affidato a un referendum tra gli alunni la proposta di cambiare nome, scegliendo tra Rita Levi Montalcino, Giuseppe Livatino e Gigia Cannizzo. L’ha spuntata la Montalcino. Adesso la cosa dovrebbe passare al Collegio dei docenti e al Consiglio d’Istituto, ma anche qua c’è chi annuncia battaglia, oltre che carenza d’informazioni. La notizia ha fatto risvegliare tutta la sonnacchiante destra paesana, che subito ha creato un Comitato pro-Savarino, raccogliendo circa 300 adesioni. Per rimediare a una complessiva disinformazione, oltre che a una strumentalizzazione politica, lo scrivente, che in questa scuola ha insegnato per 35 anni, ha preparato un dossier su Santi Savarino e l’ha consegnato in presidenza, a disposizione di chi voglia documentarsi su tutta la vicenda.

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