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Questa mattina l’Organizzazione non governativa (Ong) Transparency International, che si occupa di monitorare la corruzione negli uffici pubblici, ha pubblicato come ogni anno la classifica sull’Indice della percezione della corruzione (Cpi). 
In base ai dati raccolti l’Italia ha guadagnato 3 punti importanti rispetto allo scorso anno, consentendole di compiere un balzo in avanti di 10 posizioni nella classifica dei 180 Paesi oggetto dell’analisi, raggiungendo il 42esimo posto con un punteggio di 56, al pari di Paesi come la Polonia e Saint Lucia, stabili rispetto alla classifica dello scorso anno. Come sottolineato nel report, però, restano delle criticità sui temi del whistleblowing e della regolamentazione del lobbying dal momento che l’Italia non è ancora in linea con le direttive europee. 
Così questa mattina sono intervenuti Iole Anna Savini, Presidente di Transparency International Italia, Giuseppe Busia, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Livia Pomodoro, Titolare della Cattedra UNESCO “Food access and Law” presso l’Università degli Studi di Milano e già Presidente del Tribunale di Milano, Margherita Bianchini, Vicedirettore generale di Assonime, e Federico Freni, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Nel corso dell'incontro è emersa la necessità di continuare a lavorare sul fronte dell’educazione per accrescere conoscenze e consapevolezza fin dalle giovani generazioni.
“La credibilità internazionale del Paese, che si è rafforzata in quest’ultimo anno, ha influito sul clima generale di fiducia, sostenuto anche dagli sforzi espressi da numerosi stakeholder del settore privato e della società civile nel promuovere i valori della trasparenza, dell’anticorruzione e dell’integrità" ha commentato la Presidente di Transparency International Italia Iole Anna Savini.
Come evidenziato nel corso dell’evento, rimangono sul piano del sistema ordinamentale nazionale alcune questioni fondamentali in attesa di definizione, tra cui il recepimento della Direttiva europea 2019/1937 in materia di whistleblowing (il cui termine è scaduto lo scorso dicembre), che consentirebbe di integrare, completandola, la disciplina ora contenuta nella legge 179/2017 e l’emanazione della disciplina sul lobbying, il cui testo è stato di recente approvato, in prima lettura, dalla Camera dei Deputati e che ora attende il vaglio del Senato della Repubblica.
“L’Italia ha fatto importanti passi avanti. Lo dico con orgoglio, ma anche con responsabilità, perché questo ci impegna a fare un ulteriore cammino”, ha dichiarato il Presidente dell’Autorità Anticorruzione Giuseppe Busia, durante la presentazione dell’Indice. “L’obiettivo della trasparenza deve essere prioritario per il Paese, specie in questa fase importante di realizzazione dei progetti del Pnrr - ha aggiunto Busia - È l’elemento chiave per far sì che la ripresa dell’Italia sia duratura e non si fermi al 2026. La prevenzione della corruzione va coniugata con efficienza della pubblica amministrazione”.
Il Presidente Busia ha indicato poi quattro impegni concreti da portare avanti. “Il primo è la digitalizzazione, per garantire massima trasparenza degli appalti, la scelta dei migliori e il controllo dei cittadini. Anac sta lavorando molto a tale obiettivo attraverso la Banca dati unica degli appalti pubblici, da cui passeranno i contratti del Pnrr. Secondo punto, il recepimento della direttiva europea sul whistleblowing (e abbiamo avuto importanti rassicurazioni dal ministro Cartabia al riguardo). Serve, inoltre, un lavoro culturale profondo nel Paese per far sì che il whistleblowing svolga l’azione di vedetta civica nella società e nel mondo del lavoro”: Busia ha aggiunto poi come ulteriori obiettivi, la realizzazione della Piattaforma unica della Trasparenza, prevista dal Pnrr e affidata ad Anac, “e soprattutto la garanzia di indipendenza per Autorità come Anac che operano sul fronte dell’anticorruzione”.

Maggiori informazioni sull’Indice di Percezione della Corruzione sono disponibili su transparency.it

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