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La notizia dell'arresto del super boss narcotrafficante Dairo Antonio Usuga ha fatto il giro del mondo. L'uomo è stato catturato il 24 ottobre a Necocli, nel nord-ovest del paese, vicino al confine con Panama per poi essere trasportato in aereo sabato tardi a Bogotà, dove è stato portato al quartier generale della polizia sotto pesante scorta. A fronte del gran polverone che si è alzato dopo la sua cattura il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri ha rilasciato un'analisi tranciante all'Adnkronos: "Non ci sono contatti fra Dairo Antonio Usuga e la 'Ndrangheta, ma dal punto di vista sostanziale non cambia nulla. La storia ci insegna che, arrestato un trafficante, ce ne sono dieci pronti a prenderne il posto, o quantomeno, se va male, c'è la moglie o la compagna. Dunque sul piano del narcotraffico cambia poco". "Certo - ha osservato Gratteri - si tratta di persone di respiro internazionale, e uno non vale l'altro, però al massimo può inizialmente rallentare un pò il traffico all'ingrosso, ma sul piano del consumo al dettaglio, dell'arrivo al dettaglio della cocaina, non ci sono ripercussioni, perché ci sono grossi depositi di cocaina sia in Europa che in Italia pronti per essere smerciati". E infatti, sottolinea il procuratore capo di Catanzaro, "quando è stato arrestato Pablo Escobar, il traffico di cocaina e l'arrivo in Europa della droga non si è interrotto, non c'è stato nemmeno un problema di aumento del prezzo, tanti sono i depositi e l'abbondanza di droga nel mondo". Dunque, anche dalla prospettiva della criminalità organizzata calabrese, ha concluso Gratteri, "l'arresto di Dairo Antonio Usuga cambia poco, quasi nulla".

I nuovi possibili sostituti
Le autorità colombiane sono già all'opera per capire chi potrebbe essere il nuovo leader dell'organizzazione criminale dopo l'arresto di Otoniel. Come riportato su Fanpage.it il candidato più accreditato sembra essere Wilmer Antonio Giralda Quiroz, alias "Siopas". Attualmente, secondo gli inquirenti, è il secondo al comando essendo stato il braccio destro di Otoniel. Siopas è al comando di un piccolo esercito che conta più di 500 uomini e la sua rete di amicizie (anche internazionali) gli avrebbe permesso di prendere il potere indisturbato. Ma a contrastare la sua possibile ascesa c'è Jobanis de Jesus Avila Villadiego, alias "Chiquito Malo". Nella regione di Urabà e Turbo, l'uomo era il comandante in carica dell'organizzazione criminale. Anche contro di lui è stata emessa una richiesta di estradizione negli Stati Uniti per il reato di traffico di stupefacenti e le autorità della Colombia offrono 500 milioni di pesos (quindi circa 133.000 dollari) a chiunque possa offrire informazioni utili alla sua cattura.

Foto © Imagoeconomica

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