Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

“Giudici e scorte diventano speciali solo da morti. Noi, invece, vogliamo esserlo da vivi per quello che facciamo"

"Quanto vorrei che venisse un magistrato o un politico qui e invece di riempirci di chiacchiere come accade ogni anno, dicesse 'abbiamo il nome e cognome di chi, oltre alla mafia, ha voluto la morte di Falcone e Borsellino". A dirlo è stato Giovanni Paparcuri, l'autista sopravvissuto alla strage Chinnici, parlando dal palco allestito in via d'Amelio in occasione del 29esimo anniversario dell'eccidio costato la vita al giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. "Questi uomini vanno ricordati per sempre e qui vorrei vedere molti più palermitani - ha aggiunto -. Qui oggi ce ne sono pochi, ma poi in tanti sono pronti a mettersi davanti a un computer e scrivere post. Io sono rimasto in vita ma non l'ho scelto e qualcuno me lo ha fatto pesare, a me come agli altri sopravvissuti delle stragi. I giudici e i ragazzi della scorta diventano speciali solo dopo la morte. Noi, invece, vogliamo esserlo per quello che abbiamo fatto in vita e continuiamo a fare".

Foto © Paolo Bassani

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy