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Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cuneo nella mattinata odierna ha eseguito diverse ordinanze di misure cautelari personali e reali disposte dal Gip del Tribunale di Asti Francesca Di Naro nei confronti di un ex Sindaco e del Segretario comunale del Comune di Santo Stefano Roero (CN) nonché di un architetto e di un geometra ai quali l’Ente locale ha frequentemente conferito incarichi tecnici.
Gli indagati sono stati posti agli arresti domiciliari e nei loro confronti è stato eseguito un sequestro preventivo di beni e valori per un ammontare complessivo di oltre 70 mila euro.
Le indagini hanno permesso di accertare molteplici condotte delittuose in capo ai soggetti colpiti dalle misure cautelari, gravemente indiziati a vario titolo di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640 bis C.P.), turbata libertà degli incanti (art. 476 C.P.) e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici (artt. 476 e 479 C.P.); al sindaco pro tempore sono contestati anche i reati di peculato (art. 314 C.P.), minacce (art. 612 C.P.) e detenzione abusiva di armi (art. 697 C.P.).
Le indagini sono tutt’ora in corso, anche per la ricostruzione del complessivo danno all’erario provocato dalle suddette condotte illecite, e nei prossimi giorni gli arrestati saranno sottoposti ad interrogatorio da parte degli inquirenti.
L'ordinanza è scaturita da una complessa attività di indagine diretta dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Asti Davide Lucignani la quale trae origine da un’attività eseguita dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cuneo su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti con l'obbiettivo di accertare presunti sprechi di denaro pubblico da parte dell’Amministrazione comunale (destinataria, negli ultimi 15 anni di circa 15 milioni di euro di finanziamenti statali), che avevano determinato, nel 2019, un deficit finanziario per oltre un milione e 300 mila alle casse dell’Ente locale roerino, peraltro commissariato da settembre 2020.
I finanzieri nel corso dell'indagine sono riusciti a portare alla luce le cause dell’ingente dissesto finanziario del Comune di Santo Stefano Roero accertando l’esistenza di un sistema fraudolento, messo a punto dal Sindaco pro tempore e dalla sua compagna (il Segretario comunale) con l’ausilio di professionisti compiacenti, basato sulla canalizzazione di ingenti contributi pubblici per la realizzazione di opere edilizie talvolta inutili o inutilizzate.
Ad esempio, è stata accertata la realizzazione di un’area camper sprovvista di strada per l’accesso e quindi del tutto inutile; oppure l’accensione di un mutuo, nonostante l’enorme dissesto, per la realizzazione di un campo sportivo costruito su un altro già esistente, peraltro ad oggi del tutto inutilizzato.
Inoltre all’interno delle progettazioni per la realizzazione delle varie opere, venivano inserite spese ingiustificate e gonfiate in modo tale da ottenere ingiusti profitti per sé e per i professionisti coinvolti; il tutto a danno delle risorse Comunali.
Il modus operandi si concretizzava nell’alterazione di procedure di gara a favore sempre degli stessi professionisti e nella stesura di atti di rilevanza pubblica materialmente falsi, redatti esclusivamente per giustificare le spese a livello amministrativo.
Le indagini hanno rilevato che la coppia di funzionari comunali si è avvalsa dell’architetto e del geometra anche per le loro entrature presso gli Enti erogatori dei contributi, grazie alle quali riuscivano ad agevolare l’assegnazione al Comune dei fondi necessari per la copertura finanziaria dei lavori.
Tale attivismo per la realizzazione di opere pubbliche ha permesso, da un lato, ai professionisti di guadagnare maggiori profitti grazie ai ricorrenti incarichi di progettazione che l’Amministrazione comunale conferiva loro, peraltro gonfiando sovente i propri onorari, e, dall’altro, all’ex sindaco di guadagnare consensi presso la cittadinanza locale; consensi che gli hanno consentito di ricoprire a lungo la carica di primo cittadino riuscendo nel tempo a consolidare una gestione privatistica del Comune. Tale gestione si è determinata anche a causa di comportamenti intimidatori nei confronti di diversi dipendenti comunali, a tal punto da creare, anche quando non ha più ricoperto alcuna carica, una situazione di generale asservimento alle sue pretese, scaturita non solo dall’atteggiamento violento e minaccioso, ma anche dalla millantata vicinanza a personalità in ambito politico, giudiziario e militare.
Le Fiamme Gialle hanno ulteriormente accertato che egli ha distratto somme di denaro dalle casse del Comune per almeno 35 mila euro; inoltre si è appropriato di beni del Comune (tra i quali un’autovettura) ed ha fatto eseguire lavori agricoli nei propri terreni addebitandoli fraudolentemente al bilancio comunale; dalle indagini è altresì emerso che era solito organizzare cene in ristoranti rinomati invitando personalità ed importanti autorità locali e talvolta nazionali, le cui (considerevoli) spese venivano totalmente addebitate al Comune nonostante l’allarmante situazione finanziaria.

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