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Gli investigatori hanno ricostruito i fatti che hanno portato alla morte di Vincenzo Timonieri

I carabinieri del comando provinciale di Catania, su delega della Direzione distrettuale antimafia, hanno fermato i fratelli Natale Nizza, di 25 anni, e Salvatore Sam Privitera (bloccato nel porto di Venezia mentre era a bordo di una nave da crociera proveniente dalla Grecia), di 24, accusati di omicidio aggravato dall'avere favorito l'associazione mafiosa.
Le attività di indagine hanno consentito di ricostruire gli accadimenti e le responsabilità personali nell'ambito del caso di “lupara bianca”, avvenuto a Catania in data 12 febbraio 2021 nell'ambito di una guerra interna nello spaccio di droga tra esponenti legati al clan Nizza della 'famiglia' Santapaola-Ercolano. A perdere la vita durante la fase conflittuale della faida sarebbe stato il giovane di 25 anni Vincenzo Timonieri ritenuto contiguo al suddetto gruppo mafioso e assassinato con tre colpi di pistola alla testa da Michael Agatino Sanfilippo, 22 anni (già detenuto dall’aprile 2020 a seguito del cruento scontro a fuoco verificatosi l’8 agosto 2020 tra le consorterie di tipo mafioso dei “Cursoti Milanesi” e dei “Cappello”), spalleggiato dal fratello Antonino Marco, di 24 anni. I due avrebbero poi sotterrato il cadavere nella sabbia in una località marittima isolata di contrada Vaccarizzo.
Secondo quanto emerso dalle indagini la sequenza degli atti che hanno portato all'omicidio di Timonieri è stata la seguente: la vittima era stata convinta, prima dell’agguato, a disfarsi dell’arma che di solito portava con sé con il pretesto di evitare possibili controlli delle forze dell’ordine; nei pressi dell’abitazione di Privitera, era stato quindi fatto salire su un’autovettura per recarsi a recuperare delle armi (sul mezzo vi erano i fratelli Sanfilippo e - solo per il tratto iniziale - anche Natale Nizza, successivamente sceso con un pretesto). Nel corso del tragitto, mentre il veicolo transitava sulla statale 114 in direzione Vaccarizzo, Timonieri viene ucciso a colpi di arma da fuoco alla nuca ed al capo.
La ricostruzione della dinamica è stata possibile grazie alle confessioni date dai due fratelli alla Dda di Catania i quali prima di diventare collaboratori di giustizia erano passati dal clan dei 'Cursoti milanesi' a quello dei 'Nizza', nonostante questi ultimi avesse cercato di simulare la propria vicinanza alla famiglia della vittima, tentando di far ricadere le responsabilità in capo ad altre organizzazioni criminali in contrasto con il loro gruppo.
Secondo le loro dichiarazioni, verificate in seguito dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania, Timonieri aveva collaborato con il gruppo 'Nizza' - che gestiva una vasta rete di traffico di droga nel capoluogo etneo - ma aveva un proprio canale di rifornimento privilegiato a Napoli.
Il clan temendo che Timonieri potesse togliere loro 'zone' di mercato ha deciso di impadronirsi del canale di approvvigionamento di sostanze stupefacenti gestito autonomamente dalla vittima delegando l'assassinio ai fratelli Sanfilippo.
In casa di Natale Nizza i carabinieri hanno sequestrato 1,3 kg di marijuana, 140 gr di hashish, 22 cartucce e 29.000 euro in contanti. I Giudici per le indagini preliminari presso i Tribunali di Catania e di Venezia, concordando con le risultanze investigative, hanno convalidato il fermo degli indiziati e disposto per loro la misura della custodia cautelare in carcere.

Foto © Imagoeconomica

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