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Sull’odierna decisione della Corte costituzionale in merito all’ergastolo ostativo si sono espressi anche membri del Parlamento. “Con una decisione preoccupante e pericolosa, la Consulta ha decretato oggi l’incostituzionalità della legge che vieta ai condannati al fine pena mai per mafia che non collaborano con la giustizia di accedere alla liberazione condizionale. In questo modo – ha detto la deputata - un giudice potrà concedere la libertà vigilata anche ai boss più feroci e senza che abbiano mai manifestato l’intenzione di collaborare con i magistrati. Il pronunciamento mette in pericolo l’impianto di contrasto alla criminalità organizzata per il quale giudici eroici e servitori dello Stato hanno perso la vita. Le istituzioni rischiano così di realizzare i desideri espressi dalla mafia stragista di Totò Riina nel famoso ‘papello’, e di rendere inutili i sacrifici dei magistrati assassinati da Cosa nostra. Corriamo il pericolo di ritrovarci feroci criminali in libertà e di perdere del tutto la fiducia dei cittadini e dei parenti delle vittime di mafia nello Stato”.
Inoltre, Piera Aiello sottolinea come sia “indicativo che anche la Corte non abbia dato un secco pronunciamento di incostituzionalità, rinviando alle Camere la modifica dell’ordinamento attuale, e questo proprio per difendere la legislazione antimafia vigente”. Insomma, si tratta di “una decisione a metà – ha continuato - una scelta contraddittoria che però apre spiragli pericolosi. Spero che i miei colleghi non si facciano artefici della distruzione dell’impalcatura di contrasto alla mafia che molti Paesi ci invidiano e che lo Stato non decida di arretrare per l’ennesima volta davanti alla prepotenza della criminalità organizzata”.
Dal mondo politico, un’altra voce si è espressa sul merito: Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia. "In questo anno concesso al Parlamento perché legiferi in materia, occorrerà tener conto sì dei valori della nostra Carta costituzionale, fondamento dell'ordinamento democratico, ma anche della pericolosità sociale delle organizzazioni mafiose e dei loro appartenenti e della capacità, fondamento di ogni sodalizio mafioso, di relazionarsi con gli altri in maniera comunicativamente efficace", ha detto Morra commentando la pronuncia della Consulta in un video postato su Facebook. "C'è bisogno di un carcere impermeabile - ha precisato - che non è un carcere disumano ma un carcere che limiti fortemente le capacità di comunicazione con l'esterno e con l'interno. Il mio impegno sarà massimo affinché queste riflessioni possano tradursi in un testo che legislativamente tenga conto delle specificità della criminalità organizzata".

Foto © Imagoeconomica

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