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Tra pochi giorni la Consulta sarà chiamata a pronunciarsi definitivamente sul tema dell'ergastolo ostativo, in base alle decisione prese della Corte Europea per i diritti dell’Uomo la quale ha sentenziato che l’articolo 41 bis è una lesione ai diritti fondamentali dell'essere umano.
Ma all'Europa è stato spiegato in maniera esaustiva il fenomeno della mafia?
Si ignora o si fa finta di ignorare la problematica della mafia e i tremendi avvenimenti ad essa collegati come quelli delle stragi?
Sono proprio queste le domande che Alviano Appi, conduttore di Radio Saiuz ha posto al caporedattore di AntimafiaDuemila Aaron Pettinari durante una diretta online del 6 aprile 2021.
Le numerose inchieste nazionali e internazionali (come l'operazione I-CAN) hanno attestato senza possibilità di smentita che la mafia non sia più un fenomeno Italiano ma che si è espansa fino ad essere presente in tutti i continenti del mondo. Certamente per contrastare il fenomeno mafioso sono state approvate, a seguito di gravi fatti di sangue come quelli delle Stragi di Capaci e di Via D'Amelio, delle normative che hanno colpito l’organizzazione criminale nei suoi nodi cruciali come ad esempio il legame tra i boss detenuti in carcere e i solo sodali ancora in libertà. Inoltre la normativa aveva anche lo scopo di "togliere quei premi che avevano gli altri detenuti” finché non fosse avvenuta “la collaborazione con la giustizia”, ha detto Arron Pettinari, sottolineando il fatto che “è vero che si deve parlare anche dei diritti fondamentali dell’uomo” ma se lo Stato non dovesse riuscire a controllare le attività dei boss tornati in libertà “si metterebbe a rischio la sicurezza collettiva”.
Inoltre i pentiti sin dai tempi di Tommaso Buscetta ci hanno raccontato che è possibile uscire da Cosa Nostra solo da morti oppure collaborando con la giustizia. “Non è una questione di vendetta” ha detto Pettinari, “ma non si può accettare in nessun modo che non si collabori e si ottenga ugualmente la possibilità di tornare a casa”. Senza dimenticare anche le lunga scia di sangue che la violenza mafiosa si è lasciata dietro nel corso degli anni con oltre 1000 vittime di cui 125 bambini.
Oltretutto le bombe degli anni '90 Cosa Nostra le ha messe perché stava venendo attaccata non solo sul fronte delle confische dei beni ma, come ha ricordato Pettinari, ma “anche sull’ergastolo, sul 41 bis e sulla legge dei pentiti” in linea con i punti del cosiddetto 'Papello' di Salvatore Riina.
La mafia non è stata sconfitta, anzi, prendendo atto della sua elevata capacità militare, della sua immensa disponibilità economica e dei suoi agganci all’interno dei palazzi di potere, il suo grado di pericolosità è addirittura superiore a quello degli anni '90.

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