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Il noto collaboratore di giustizia Cosimo Virgiglio ha rilasciato delle dichiarazioni davanti alla Corte del maxi processo "Rinascita Scott" in merito a Giuseppe Chiaravalloti (in foto), il magistrato ed ex presidente della Regione Calabria dal 2000 al 2005 (non indagato nell’inchiesta ma molte volte citato nei discorsi del pentito).
“Chiaravalloti è venuto a cena con noi proprio lì all’Orso Cattivo (un ristorante a Settingiano, vicino a Catanzaro, dove molto spesso avvenivano le riunioni dei massoni calabresi) oltre che me le sono portato in Canada due volte, a Montreal... tutto riscontrabile”.
Certamente le affermazioni d’innanzi alla Corte dovranno essere passate al vaglio degli inquirenti poiché al momento non risultano riscontri investigativi ufficiali alle sue dichiarazioni.
Inoltre il pentito ha dichiarato che Chiaravalloti era a capo di una loggia coperta massonica “lui gestiva quella coperta - ha detto Virgiglio - e quindi lui era a capo del maglietto cosiddetto ‘sporco’. Sempre del catanzarese anche se il tempio era a Praialonga. Chiaravalloti è entrato nella massoneria nel ’93 insieme a Franco Tricoli (altro magistrato, ndr)... i più anziani, possiamo definire così… della struttura ancora in vita insomma rappresentata dalla, dalla magistratura”.
Il pentito inoltre ha detto che “quando c’era interesse a eleggere un nostro rappresentante era la massoneria che si rivolgeva alla ‘Ndrangheta attraverso quei soggetti, definiti ‘in giacca e cravatta’, come medici e avvocati” definiti “i personaggi privilegiati per fare da collegamento con la criminalità organizzata” e ancora “ben sapevamo che lì in quel determinato momento grazie anche ai ‘fratelli’ che c’erano all’interno delle forze dell’ordine… si poteva parlare sia di belle cose, che di brutte cose e non potevamo essere insomma individuati”.
Virgiglio ha anche parlato dell’avvocato Giancarlo Pittelli, ex senatore di Forza Italia e oggi tra i principali imputati del processo “Rinascita Scott”, accusato di concorso esterno con la ‘Ndrangheta.
A detta del pentito, nel 2006, Pittelli sarebbe stato sponsorizzato nell’ambito della sua candidatura a senatore, dall’avvocato Cassodonte - membro dalla loggia “del Grande Commendatore” - indicato dal pentito come “persona capace di interfacciarsi con quello che potevano essere i magistrati”.
All’udienza ha parlato anche Raffaele Moscato, ex killer della ‘Ndrangheta vibonese il quale ha fatto il nome dell’ex consigliere regionale Pietro Giamborino, anche lui imputato nel maxiprocesso istruito dalla Dda di Catanzaro.
Pietro Giamborino è uno dei nostri – ha detto Moscato – I voti glieli hanno fatti avere tutti i piscopisani”. Moscato ha detto inoltre di aver saputo della festa che Pietro Giamborino fece a casa del boss Rosario Battaglia, uno dei vertici dei Piscopisani, quando venne eletto Consigliere regionale.
 “Si parlava sempre che Giamborino era un amico nostro, che ci appoggiava, aveva sistemato parecchie persone, anche a parenti di Rosario Battaglia e quando c’erano lavori da fare, come quelli di movimento terra, li faceva prendere lui a ditte vicine ai Piscopisani. Quando lo hanno votato, alle 3 del mattino è arrivato ubriaco a casa di Sarino (Rosario Battaglia, ndr) a festeggiare. Questo me lo ha detto Sarino il giorno dopo. Giamborino aveva parenti che abitavano difronte casa di Sarino Battaglia e spesso era a casa sua a prendersi il caffè”.
Ora al processo si attende l’udienza del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, l’ex boss che oggi è uno dei soggetti chiave dell’iter processuale. Su richiesta dei pm, diretti dal procuratore Nicola Gratteri, infatti, il Tribunale di Vibo Valentia ha previsto per lui ben 12 udienze di interrogatorio.


Foto © Imagoeconomica

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