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Il grido dei giovani di Our Voice presente ai flash mob di Palermo e Catania

“I territori hanno già deciso: no al deposito di scorie nucleari in Sicilia”. E' un grido unico quello che si solleva dalle città siciliane di Palermo, Catania, Messina. Un flash mob organizzato dai collettivi siciliani di Ecologia Politica insieme ad altre associazioni cittadine per ribadire la propria contrarietà per la costruzione nell'isola del deposito nazionale di scorie nucleari.
In Sicilia sono quattro le aree, comprese tra i comuni di Butera, Calatafimi-Segesta, Castellana Sicula, Petralia Sottana, sede del parco delle Madonie, e Trapani, individuate dalla Carta nazionale aree potenzialmente idonee (Cnapi) stilata da Sogin, società pubblica che si occupa dello smantellamento del passato nucleare italiano. E ieri terminavano le consultazioni tra la Sogin e le 67aree italiane potenzialmente idonee al deposito di rifiuti radioattivi.
Così la società civile è scesa in piazza e tra essi vi erano anche i giovani del Movimento Culturale Internazionale "Our Voice" che hanno voluto lanciare il proprio grido di allarme e sdegno per scelte tanto scriteriate, invitando la popolazione a schierarsi.
"Oggi siamo qui perché ancora una volta pare che il nostro Stato e le istituzioni abbiano dimenticato che la Vita, come bene più prezioso che possediamo, va preservata e rispettata - hanno gridato davanti alle Prefetture - Nel 2021 ci ritroviamo a discutere ancora del Nucleare e delle sue schifose conseguenze". E poi ancora rivolgendosi alla cittadinanza: "Avremo tempo fino a Luglio per fare sentire le nostre ragioni e la nostra voce (perché pochi giorni fa la Sogin Spa ha annunciato una proroga da 60 a 180 giorni per la decisione, ndr), vi chiediamo dunque di esporvi, non lasciate che siano sempre gli altri a farlo, siate voi il cambiamento che serve in questo mondo. Chiediamo alla nostra regione di non lasciarsi corrompere, perché non c’è prezzo che possa quantificare le nostre vite, infine chiediamo allo Stato e al ministro dell’Ambiente di lavorare davvero in favore del progresso e del benessere della nostra madre terra, e non in favore dei propri interessi".


Accanto alla grave questione ambientale, infatti, vi è anche la gravità di una scelta che viene "calata dall'alto" sulla testa dei cittadini. Per questo sarà necessario un impegno maggiore di tutti, a partire da quei cittadini (troppi) che hanno preferito lo shopping di un fine settimana alla protesta contro una decisione che può ricadere sul futuro di ognuno.

ANTIMAFIADuemila
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