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Sit-in dei lavoratori al Teatro Massimo di Palermo

Una richiesta a gran voce di tutti lavoratori dello spettacolo che da un anno a questa parte, ovvero dall'inizio della pandemia, si trovano a dover pagare un caro prezzo rispetto alle chiusure di teatri, cinema, e divieti di concerti. Un settore fortemente colpito in ogni suo componente. Per questo oggi si è tenuto un sit-in a Palermo, in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo, la principale istituzione culturale cittadina, in occasione della giornata scelta in tutta Italia per mobilitare gli "addetti ai lavori". 
Così, sin dalle 10, attori, attrici, artisti, cantanti, musicisti, danzatori, erano presenti per manifestare e far valere i propri diritti. Tra loro anche 
la direttrice del Teatro Biondo di Palermo, Pamela Villoresi, l'attore e direttore artistico di Palermo Cinema City Carmelo Galati, i giovani artisti del Movimento artistico culturale internazionale Our Voice e tanti altri. 
Presenti anche i sindacati Slc Cgil Palermo, Fistel Cisl Palermo e Uilcom pronti a chiedere al governo di pensare a forme possibili di riapertura, nel rispetto delle norme di sicurezza, e ai ristori per alleviare la crisi degli addetti del settore. La richiesta è semplice: "Torniamo a fare spettacolo". Una frase che ha dato proprio il titolo alla manifestazione. 
Del resto a Palermo, come in tutte le altre piazze, i cinema e teatri restano chiusi, non si possono fare spettacoli e forse solo in estate il settore potrà tirare un respiro di sollievo. 
Tra gli argomenti sul tavolo anche la necessità di ammortizzatori e sostegni fino alla fine dell'emergenza, la riapertura in sicurezza dei luoghi della cultura, la salvaguardia di produzione e occupazione, la riforma legislativa dello spettacolo, la stabilizzazione dell'occupazione nelle fondazioni lirico-sinfoniche e il rinnovo dei contatti nazionali e dei protocolli di professionisti e autonomi. 
Del resto dopo un anno di lockdown con il blocco totale del comparto c'era bisogno di far sentire la voce. Perché la cultura, in ogni sua forma e manifestazione, è vita e svolge un ruolo fondamentale nella crescita di ogni essere umano. "Le nostre sono rivendicazioni dettate da un lungo anno di profonda sofferenza, che ha avuto conseguenze pesantissime sull'occupazione e sul reddito dei lavoratori, delle lavoratrici e delle loro famiglie. Un anno senza spettacoli dal vivo, di chiusura di teatri, e di cinema - ha detto il segretario generale Slc Cgil Palermo Marcello Cardella - ha ridotto i lavoratori di questo fondamentale settore del Paese allo stremo. E non si vede luce in fondo al tunnel. Chiediamo al governo di prevedere una riapertura progressiva, ovviamente nel rispetto del distanziamento e delle norme anti Covid. Chiediamo altresì anche alle istituzioni locali ristori certi ed adeguati per i lavoratori, e una nuova forma di ammortizzatori sociali per sostenere l'occupazione e la professionalità". 


"La situazione pandemica non ha consentito di salvaguardare i livelli di produzione e occupazione. Bisogna capire come riaprire in sicurezza i teatri e i cinema, rispettando i protocolli che già sono stati firmati - aggiunge Consuelo Lupo, responsabile del sindacato artiste e artisti della Slc Cgil Palermo - alcuni teatri hanno lavorato in streaming e messo in prova spettacoli. Ma la maggioranza dei teatri è rimasta chiusa. La pandemia ha fatto evidenziare anche tutte le criticità contrattuali, la presenza di lavoro nero, la frammentazione esistente nella nostra categoria dove operano decine di figure con contratti diversi. E a soffrire è stato tutto l'indotto, tutte le maestranze tecniche e dei service che lavorano con i cinema e i teatri". 
Nel corso dell'evento è stato ricordato anche Omar Rizzato, il 41enne imprenditore proprio nel mondo dello spettacolo e titolare di un service specializzato nell'allestimento di impianti e luci negli eventi, trovato senza vita nella sede della sua azienda a Cinto Euganeo, in provincia di Padova. "Questa manifestazione è anche per te" si legge in alcuni cartelli. Una delle tante storie che raccontano delle immense difficoltà che vivono in tanti. Adesso sta al neonato governo dare delle risposte. Sperando che si possa ripartire, sempre in sicurezza, ma nella consapevolezza che senza arte, teatro, musica e spettacolo dal vivo la vita sarà destinata ad essere sempre più misera, povera e triste.

Foto © ACFB

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