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L'intervista al caporedattore di ANTIMAFIADuemila su Palamara, magistratura e anno giudiziario

È innegabile che "la notizia del giorno" continua ad essere la crisi di Governo, nonostante dall'inizio del nuovo anno si siano susseguite vicende di altrettanta (se non superiore) importanza. Una di queste riguarda le rivelazioni (ancora in fase di accertamento) dell'ex consigliere del Csm Luca Palamara riassunte all'interno del suo libro "Il Sistema", scritto a quattro mani assieme al giornalista Alessandro Sallusti (Rizzoli editore). Un'altra vicenda, invece, è l'apertura del primo (e si spera anche l'ultimo) anno giudiziario in tempi di Covid. Di questo e tanto altro ha parlato Aaron Pettinari, caporedattore di ANTIMAFIADuemila, in un’intervista condotta da Alviano Appi e andata in onda ieri su “Radio Saiuz”.

"Quella di quest'anno è stata un'apertura dell'anno giudiziario particolare a causa delle restrizioni anti Covid. La cosa importante è che, nonostante tutto, le inchieste sono andate avanti - ha detto Aaron Pettinari -. Durante l'apertura dell'anno giudiziario, ad esempio, la Procura di Firenze ha confermato il suo impegno nella ricerca della verità circa i mandanti esterni delle stragi del '93. Inchiesta seguita storicamente anche dalla Procura di Caltanissetta presso la quale, sempre per la stessa occasione, era presente il consigliere togato del Csm Nino Di Matteo che di queste tematiche si è occupato in prima persona".

La conversazione si è spostata poi sul più grande scandalo della magistratura degli ultimi decenni: il caso Palamara. "Luca Palamara parte da un dato - ha dichiarato il giornalista - : ammette di aver fatto parte di un Sistema e non si pente di ciò che ha fatto perché lui era il garante del sistema istituzionale. Tutti i soggetti 'fuori sistema' venivano ostacolati". Parlando del libro, invece, il caporedattore di ANTIMAFIADuemila fa riferimento ad un’operazione poco chiara: "Palamara non è più un magistrato, è indagato per corruzione dalla Procura di Perugia e decide di parlare. Bisogna distinguere come e cosa dice, e, soprattutto, perché rilascia determinate dichiarazioni. Ci saranno, ovviamente, degli organi preposti che valuteranno la veridicità delle sue parole, ma ciò non toglie che si sta facendo riferimento ad un soggetto che era intraneo a quel Sistema che ora lui stesso denuncia".

Continuando a rispondere alle domande di Alviano Appi in merito al nuovo libro di Luca Palamara, Aaron Pettinari ha fatto riferimento ad “un tentativo di santificare l'operato di Silvio Berlusconi”. “Non dobbiamo dimenticare che si tratta di un pregiudicato, salvato varie volte dalla prescrizione e tutt'ora indagato dalla Procura di Firenze come mandante esterno delle stragi del '93", ha risposto il caporedattore. “È scritto nelle sentenze che Silvio Berlusconi quando era imprenditore pagava la mafia e Dell'Utri era il tramite del pagamento. Questo libro - ha continuato - sembra voler dimostrare che alcune correnti della magistratura di sinistra abbiano puntato il dito contro Berlusconi ‘anima pia’ per cercare di affossare i suoi governi". Al di là dell'"anima pia", per riprendere l'eufemismo, emerge chiaramente dal libro di Palamara (e dall'intera vicenda) come il Sistema abbia ostacolato, delegittimato contrastato con ogni mezzo alcuni magistrati estranei alle correnti della magistratura.

"Una cosa non può sorprendere - ha concluso Aaron Pettinari -. Come ha detto e ricordato più volte Nino Di Matteo, il sistema delle correnti in Italia ha sempre avuto un ruolo. Questo ha fatto sì che la magistratura si sia fatta 'contagiare' dalla politica e che le nomine delle varie sedi delle procure italiane siano state di tipo correntizio grazie all'appoggio della politica. Tradendo così l'autonomia e l'indipendenza della magistratura rispetto al potere politico".

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