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L’agenzia Cerved lancia l’allarme: rischio infiltrazioni mafiose nelle aziende più esposte alla crisi

Circa 13mila attività sono a rischio infiltrazione mafiosa. A dare l’allarme con una chiara visione della drammatica realtà che stanno vivendo molte imprese italiane è l’agenzia di informazione commerciale Cerved la quale ha segnalato che le aziende dell’accoglienza e del turismo, le più colpite dal lockdown deciso per arginare la pandemia, rappresentano grosse opportunità di affari per le mafie. Il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho in una dichiarazione rilasciata a "Uno Mattina" il 9 settembre scorso aveva più volte ribadito che questo pericolo c’era e che sarebbe stato sempre più presente: "La previsione che le mafie potessero infiltrarsi in un momento di grave emergenza è fondata sull’esperienza. In ogni momento di emergenza le mafie ne hanno approfittato, trovando gli spazi per poter trarre ulteriore arricchimento e soprattutto consolidare le loro liquidità". Diversi settori come quello del turismo, della ristorazione, o più in generale dell’ospitalità e dei viaggi sono al centro di un disastro economico di proporzioni vastissime, che rischia di attirare le attenzioni delle organizzazioni criminali e dei loro capitali, i quali verranno poi "reinvestiti" nella società in difficoltà finanziaria ed economica. Secondo le statistiche sarebbero circa 10 mila ristoranti, quasi 2 mila alberghi e 1.800 agenzie di viaggio a rischio di infiltrazione mafiosa e riciclaggio di fondi illeciti. La presenza di questo stato gravissimo non lascia intoccata nessuna zona d’Italia ma le regioni più a rischio sono la Calabria e la Sicilia dove circa il 38% delle aziende presentano gravi indicatori economici. Una situazione destinata a peggiorare nei prossimi mesi nel caso di un’altra chiusura totale o per l’esaurimento degli aiuti governativi.

Foto originale © Imagoeconomica/Wikipedia

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