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La denuncia arriva dal procuratore di Milano Alessandra Dolci

In tempi di crisi economica come quella corrente provocata dalla pandemia le mafie hanno iniziato ad allargare i propri orizzonti di investimento mettendo le mani in ambiti connessi all’emergenza sanitaria: dispositivi di sicurezza, servizi funebri, sanificazione. A denunciarlo è Alessandra Dolci, Procuratore capo della Dda di Milano, durante il seminario organizzato dall'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna nell'ambito del progetto 'Concittadini'. "Già durante i primi mesi della pandemia i nostri indagati orientavano i propri interessi dai traffici di stupefacenti ai tentativi di accaparramento dei presidi sanitari. - ha spiegato la procuratrice - Fin dall'inizio si attivavano per recuperare scorte di mascherine dalla Cina e immetterle sul mercato italiano". Da quello che emerge le cosche mafiose hanno approfittato dello stato di emergenza determinato dall'evolversi della situazione epidemiologica. "Il loro obiettivo principale - ha aggiunto Dolci - è stato accedere ai diversi finanziamenti previsti dalla legislazione. Uno dei miei indagati ha rilevato una quindicina di società per poter poi chiedere prestiti da 25mila euro per ciascuna di queste piccole aziende. E' riuscito ad accaparrarsi una somma intorno ai 300mila euro".
Il Decreto liquidità varato ad aprile, alla luce della situazione straordinaria, ha previsto controlli a posteriori sulle aziende che beneficiano degli investimenti, soprattutto per quelli meno ingenti. Il capo della Dda di Milano è convinta che non fosse possibile agire diversamente: "Condivido l'urgenza di dover sostenere le imprese. Ora, però, starà all'autorità giudiziaria, alle forze di polizia e ai cittadini esercitare, anche se a posteriori, una forma di controllo". Un criterio che dovrà essere attuato anche nei confronti del decreto semplificazione. "Le deroghe alle normali procedure di assegnazione degli appalti attireranno gli appetiti della criminalità organizzata", sentenzia Dolci. E' richiesto, quindi, un impegno costante da parte di tutte le realtà sociali affinché “siano disvelati quegli episodi in cui i soldi pubblici vanno a favore della criminalità organizzata". "Il pericolo di ulteriore avanzata della ‘ndrangheta è quanto mai elevato”, ha concluso Dolci.

Fonte: DIRE

Foto © Imagoeconomica

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