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di AMDuemila
Casamassima: "Ho subito ripercussioni da carabinieri dopo mie dichiarazioni sul caso"

E' ripreso a Roma, con il nuovo giudice Roberto Nespica, che sostituisce la giudice Cavallone deceduta per un male incurabile, il processo agli otto carabinieri imputati a vario titolo per falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia nel caso dei presunti depistaggi avvenuti nei giorni successivi all'arresto e alla morte di Stefano Cucchi il 22 ottobre 2019. Alla sbarra ci sono alti ufficiali dell'arma come il generale Alessandro Casarsa, i colonnelli Francesco Cavallo e Luciano Soligo, ma anche Massimiliano Colombo, Francesco Di Sano, i due carabinieri hanno tentato di avanzare un'istanza poi rigettata per essere parti civili nel processo e non imputati perché sostenevano di aver eseguito solamente ordini. Tra gli imputati anche il colonnello Lorenzo Sabatino, capitano Tiziano Testarmata e Luca De Cianni.
Nella giornata di oggi, come riportato dall'agenzia Nova, è stato sentito Riccardo Casamassima, il militare grazie alle cui dichiarazioni è stato possibile riaprire le indagini sulla morte del geometra 31enne.
"Ho subito ripercussioni dopo le mie dichiarazioni pubbliche sul caso Cucchi" ha raccontato in aula. "Mi hanno addebitato un danneggiamento all'auto per un sinistro stradale avvenuto con un cancello malfunzionante molto tempo prima. Sono stato punito anche per semplici post sui social o per una domanda di ricongiungimento rigettata perché non ero formalmente sposato. Inoltre, ho subito anche un ambiente ostile nel battaglione in cui ero stato trasferito per la presenza, nello stesso reparto, anche del maresciallo Mandolini" condannato a 3 anni e 6 mesi nel processo penale in Corte d'assise per la morte di Cucchi, ha aggiunto Casamassima.
Ancora oggi il militate starebbe vivendo una situazione tutt'altro che facile: "A giugno scorso cambio ancora mansione e sono messo in un ufficio dove non faccio niente, imbarazzante anche davanti ai colleghi". "Feci un post su un social e venni contattato dall'ex ministro Trenta. Allora mandai al ministro un video dove dimostravo di non fare niente e il mio superiore mi ha confessato il che comandante generale Nistri gli aveva detto di fare pressione su di me, e che se qualcuno si fosse discostato gli sarebbe stato 'p... in testa'. Ho registrato e denunciato", ha raccontato.
E poi ancora ha riferito di aver incontrato il ministro Trenta, nel settembre-ottobre 2018. "Abbiamo parlato del provvedimento di trasferimento ritorsivo e ci siamo focalizzati solo su questo e non sul processo in corte d'assise in corso - ha precisato -. Poi, in seguito, abbiamo scambiato alcune chat sul mio stato. Il ministro Trenta ha incontrato anche mia moglie e le promise che avrebbe parlato con Nistri per la sua situazione".
Nel 2009 Casamassima presentò una denuncia contro "il comandante generale generale Nistri per rilevazione segreto d'ufficio e diffamazione. Nell'incontro dell'ottobre 2018 con Ilaria Cucchi, l'avvocato Anselmo e al ministro Trenta. Disse che ero una specie di delinquente, uno spacciatore allo scopo di denigrare i testimoni al processo. E venni a conoscenza in quella circostanza di essere persona indagata per droga. Poi mi arriva procedimento per droga indagine fatta dai carabinieri di Velletri; il reato sarebbe stato commesso nel 2014. In quell'anno mi venne fatta perquisizione per cercare una scheda con cui parlavo con informatori e grazie ai quali, con arresti davo pregio a reparto. Di recente ascoltato in un procedimento per i miei contatti con pregiudicati. Era noto a tutti livelli dove acquisivo notizie di reato".
Inoltre Casamassima ha raccontato anche di aver cercato in più occasioni di avere un chiarimento con il generale Nistri in particolare "sulle sue affermazioni in merito al ritenermi uno spacciatore e un delinquente, prima di denunciarlo". Poiché non era arrivata nessuna risposta decise di denunciarlo alla procura militare e civile. L’Arma dei carabinieri ha sempre negato eventuali pressioni, ricordando che le accuse a Nistri sono state archiviate, definendo “affermazioni gravissime” quelle di Casamassima, respinte “con assoluta fermezza”.

Foto © Imagoeconomica

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