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di AMDuemila
Lo disse l'avvocato del maestro Venerabile della P2
Frase riportata in una nota riservata del 1987, da capo Ps al Ministro

Una minaccia, tutt'altro che velata, espressa tramite il proprio avvocato agli investigatori. Il "Maestro Venerabile" della Loggia P2, Licio Gelli, era pronto a "tirare fuori gli artigli" qualora "la vicenda" fosse esasperata. La "vicenda" era l'indagine sulla strage di Bologna che lo vide imputato e condannato per il depistaggio.
A lanciare quell'avvertimento non era uno qualunque, ma l'avvocato di Gelli, Fabio Dean. Le sue parole, riemerse ora durante le indagini della Procura generale di Bologna sull'attentato del 2 agosto che ritiene Gelli come il mandante e finanziatore della strage alla stazione, sono contenute in un documento del 15 ottobre 1987, classificato come riservatissimo e firmato dall’allora capo della polizia Vincenzo Parisi ed indirizzato al ministro dell'Interno, Amintore Fanfani.
"Se la vicenda viene esasperata e lo costringono necessariamente a tirare fuori gli artigli, allora quei pochi che ha li tirerà fuori tutti" diceva Dean la sera del 14 ottobre 1987 nell’ufficio del direttore centrale della polizia di prevenzione Umberto Pierantoni.
In quel momento Gelli era in carcere in Svizzera. Nei mesi successivi sarebbe stato interrogato per il crac del Banco Ambrosiano ed era imputato per la Strage di Bologna. Nell'appunto, riporta l'ANSA che ieri ha diffuso la notizia, si legge che il legale stigmatizzò il "sistema persecutorio" nei confronti di Gelli e definì "tragicamente ridicola" l'imputazione per la Strage della stazione.
Dean fece anche presente che l'ufficio in cui si trovava, poteva "fare molto" per "ridimensionare il tutto", tenuto conto che Gelli desiderava soltanto "morire nella sua terra e nella sua villa", con la concessione dei domiciliari.
Non solo. "Al termine l'avvocato Dean ha espressamente chiesto che le considerazioni, di cui sopra, fossero rappresentate nella giusta sede, soggiungendo poi che tra i documenti sequestrati a Gelli nel 1982 vi sono degli appunti con notizie riservate, che spettera', poi, a Gelli avallare o meno, sulla base di come gli verranno poste le domande stesse".
Il riferimento sembrerebbe al 'documento Bologna', sequestrato nel 1982. Il 'pizzino' riportava l'intestazione 'Bologna - 525779 - X.S.', con il numero di un conto corrente aperto alla Ubs di Ginevra da Gelli, da cui gli investigatori hanno tratto importanti informazioni per ricostruire i flussi di denaro che sarebbero partiti dal Venerabile per finanziare la Strage.
Agli atti dell'inchiesta della Procura generale di Bologna c'è anche una parte del "documento". Al tempo non venne allegata al verbale di interrogatorio del capo della P2 del 2 maggio 1988 nell'ambito dell'inchiesta sul Banco Ambrosiano. Sarà difficile fare chiarezza su quanto avvenuto. Di quell'omissione viene sospettato un finanziere, ma il reato è ormai prescritto.
Intanto, però, la Procura generale vuole comprendere il senso di quel colloquio tra l'avvocato Dean e Pierantoni. Quest'ultimo è stato sentito dagli inquirenti nel giugno 2018. Pierantoni ha dichiarato di non aver pensato a nulla di particolare ma di aver svolto la funzione di "registratore" per Parisi. "Io dovevo solo riceverlo su delega del capo della Polizia per cui ho raccolto le dichiarazioni di Dean", ha messo a verbale.
E su quella frase, "il suo ufficio può fare molto", ha aggiunto: "L'avvocato Dean evidentemente voleva 'ingraziarsi' il mio ufficio, ritenendo che l'ufficio stesso fosse in grado di poter fare qualcosa nell'interesse del suo cliente. Era evidentemente una sua idea". Pierantoni ha anche detto di non ricordare se vi fu un'interlocuzione tra Dean e il capo della Polizia. "Non ricordo se vi sia stata interlocuzione, a me non interessava e non interessava nemmeno al mio ufficio. Si trattava di 'politica sporca'. Non ricordo se commentammo questa visita col capo della polizia. Perché dico sporca? Perché Gelli era il capo della P2, nota associazione a delinquere. Io sono stato utilizzato dal capo della polizia per ricevere queste richieste".

Foto © Imagoeconomica

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