di AMDuemila
"Con la vicenda di Peppino Impastato si è evidenziato come le indagini all'epoca non fossero finalizzate alla verità e a fare giustizia".
A dirlo è il procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero de Raho durante un'intervista da Giovanni Minoli su Radio 1 a 'Il mix delle 5', parlando della morte del giornalista Peppino Impastato, assassinato da Cosa nostra il 9 maggio 1978 . "Il perché - ha continuato de Raho - ancora oggi costituisce oggetto di tanti accertamenti. Però oggi attraverso anche la banca dati della Dna si stanno mettendo insieme tanti pezzi". Qualche giorno fa, in occasione del 42esimo anniversario dell'omicidio, Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ha parlato proprio dei depistaggi avvenuti nelle prime fasi delle indagini sul delitto da parte dei Carabinieri, per le quali era stata aperta un'inchiesta poi archiviata.
"La storia di Impastato - ha concluso de Raho - ci insegna che avere una voce libera, riuscire a parlare senza condizionamenti portando avanti una linea di verità è la base della nostra democrazia, e rappresenta il percorso che tutti dovremmo seguire. Solo così si assicura sviluppo e progresso".
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