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di AMDuemila
Condannato a 7 anni, Tribunale lo affida ai servizi sociali

E' tornato in libertà l'ex 're dell'eolico', Mario Giuseppe Scinardo, che stava scontando nel carcere di Brucoli (Siracusa) una condanna definitiva a 7 anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa emessa dalla Corte d'appello di Catania il 28 febbraio del 2017 per reati commessi fino al 2010. A deciderlo è stato il Tribunale di sorveglianza che, accogliendo la richiesta dei suoi legali, gli avvocati Giampiero Torrisi e Francesco Antille, ha disposto l'affidamento dell'imprenditore ai servizi sociali per il poco più di un anno di reclusione che deve ancora scontare.
Per i giudici nonostante Scinardo sia stato condannato per un 'reato ostativo' alla concessione del beneficio può usufruirne perché la sua è "una situazione assimilabile a quella della collaborazione con l'autorità giudiziaria" che, "nel caso di specie, è stata prospettata come impossibile, dato il ruolo marginale ricoperto dal reo, del tempo trascorso dai fatti, della completezza delle indagini esperite". E alla luce "della giurisprudenza più recente, 'il dubbio sulla impossibilità o inesigibilità o irrilevanza della collaborazione con la giustizia non può risolversi in danno dell'istante'". Nella valutazione del Tribunale ha anche pesato il "comportamento ineccepibile e della piena adesione all'opera di rieducazione" del condannato durante il periodo della detenzione. Proprio ieri la sezione Misure di prevenzione della Corte d'appello di Catania ha disposto la revoca della confisca dei beni, per circa 200milioni di euro, dell'imprenditore. Parte dei suoi averi restano ancora sotto sequestro penale nell'ambito dell'inchiesta Iblis della Dda di Catania contro Cosa nostra.

Fonte: ANSA

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