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di Aaron Pettinari
La decisione del giudice dopo la richiesta di risarcimento della famiglia

L'ex poliziotto Guido Paolilli, in passato indagato per favoreggiamento in concorso aggravato (inchiesta poi archiviata dalla Procura di Palermo per avvenuta prescrizione, ndr) dovrà testimoniare davanti al giudice del tribunale civile di Palermo, Paolo Criscuoli, nel procedimento in cui è pendente la richiesta di risarcimento danni da 50mila euro presentata dai familiari dell'agente Antonino Agostino, (ucciso il 5 agosto 1989 insieme alla moglie, incinta, Ida Castelluccio a Villagrazia di Carini).
Sentite le parti lo scorso 16 gennaio, il giudice ha sciolto la riserva e "ritenuto ammissibile e rilevante l'interrogatorio formale" dello stesso ex poliziotto. Un esame particolarmente importante se si considera che, come ricordato dal legale della famiglia Agostino, Fabio Repici, a Paolilli verrà chiesto conto di quanto affermato nella famosa intercettazione con il figlio, nel 2008, in cui gli rivelava di aver pigliato e stracciato "una freca di cose" dall'armadio di casa Agostino. Un particolare non di poco conto.
"Era accaduto che subito dopo la morte del figlio, il padre Vincenzo Agostino per la rabbia lanciò contro una parete il portafogli dell’agente ucciso e da lì fuoriuscì un bigliettino autografo col quale il poliziotto invitava, nel caso gli fosse accaduto qualcosa di grave, a ricercare gli appunti che custodiva a casa. In quei documenti si sarebbe trovata risposta all’accaduto", si legge nell’atto di citazione all’ex poliziotto a firma dell’avvocato Repici.
E dalle indagini era emerso che Paolilli frequentava Agostino prima della sua morte. Ufficialmente era in servizio alla questura de L’Aquila ma venne chiamato a Palermo subito dopo il duplice omicidio e aggregato alle indagini.
In questi anni Paolilli non ha mai fornito una spiegazione convincente di quelle affermazioni del 2008 e, anzi, ha negato il fatto nonostante l'evidenza contraria.
Che l'ex poliziotto abbia commesso un vero e proprio "furto di verità" è scritto nero su bianco anche nel decreto di archiviazione del Gip Maria Pino laddove si legge che "le risultanze istruttorie dimostrano come l'indagato (Guido Paolilli, ndr) abbia contribuito alla negativa alterazione del contesto nel quale erano in corso di svolgimento le investigazioni inerenti all'omicidio di Antonino Agostino e Ida Castelluccio”.
Adesso la famiglia Agostino lo chiama ad un risarcimento danni da 50mila euro. Una cifra che, qualora venisse riconosciuta, Vincenzo Agostino e le figlie, Flora e Nunzia, hanno già annunciato di volerli donare in beneficenza.

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