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Ieri l'udienza con il rito abbreviato per 17 imputati
di AMDuemila
"Dopo una consulenza nei confronti delle ditte Msa di Antonello Montante e Sidercem di Marco Venturi subii un controllo da parte della Guardia di Finanza. Già diverse persone me lo avevano anticipato. Sembrava che mi fossi messo contro alcuni potenti". Lo ha detto il commercialista nisseno Paolo Buono (in foto) che ieri mattina ha deposto come teste nel corso del processo sul Sistema Montante che si celebra con rito ordinario all'aula Bunker di Caltanissetta. Diciassette gli imputati tra cui il sen. Renato Schifani, il maggiore della Guardia di Finanza Ettore Orfanello, il re dei supermercati Massimo Romano, ufficiali dei carabinieri, l'ex direttore dell'Aisi Arturo Esposito. Secondo la tesi dell'accusa Buono è uno dei soggetti che ha subito ritorsioni da Antonello Montante proprio per aver stilato una relazione come consulente del pubblico ministero in una procedura fallimentare di un'azienda che vendeva mobili. Così ieri ha risposto alle domande del pm Maurizio Bonaccorso.

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Antonello Montante © Imagoeconomica


"C'erano delle fatture emesse negli anni 2001/2002 dalla Arredi Polizzi - ha detto Buono rispondendo al pm Maurizio Bonaccorso - nei confronti della Msa e Sidercem. Fatture che riguardavano la vendita di beni immobili a queste due società. La Guardia di Finanza voleva verificare se c'era corrispondenza tra la contabilità di questa azienda e quella delle altre società. Il pm Aghemo mi chiese di presentare una documentazione integrativa rispetto a quella della Guardia di Finanza. Confermai in toto ciò che già avevo scritto nella mia relazione di consulenza tecnica che sostanzialmente diceva che tutto appariva pressoché regolare e semmai vi era un problema di contabilità un po' borderline nella Arredi Polizzi. La relazione era a firma del maggiore Ettore Orfanello e non conteneva allegati". Buono ha poi descritto l'ispezione della Guardia di Finanza col maggiore Orfanello, il 17 febbraio 2011, e uno spiegamento di forze che lo stupì. "Quando arrivò la Guardia di Finanza al mio studio dissi loro, vi aspettavo. Quando li accolsi così, Orfanello fece uscire tutti dalla stanza e mi chiese perché mi aspettavo quella visita. E io gli dissi con molta sincerità, probabilmente perché ho fatto verifiche nei confronti di potenti. E lui mi rispose 'ma che sta scherzando? Anche io ho sempre fatto verifiche nei confronti di potenti' quindi mi rispose che non era così perché erano state fatte delle verifiche alle stesse aziende".

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