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di AMDuemila - Video
Decine di arresti nell'operazione "Green Finger"

Importante operazione antidroga da parte della Squadra Mobile di Palermo che dalle prime luci dell'alba, su delega della Dda, è impegnata nell'esecuzione di 20 misure cautelari con l'accusa, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, di stupefacenti. La piazza palermitana era infatti diventata snodo fondamentale, nel passaggio dall'ingrosso al dettaglio dello stupefacente.
L'operazione, denominata "Green finger", è in corso anche in altre regioni d'Italia. Le indagini, avviate nel 2015, hanno svelato l'esistenza di due organizzazioni criminali, indipendenti ed estranee tra di loro, specializzate nel traffico di grossi carichi di cocaina ed hashish. Nel primo caso, sono state registrate le rotte, i collegamenti ed i rapporti tra i componenti del clan e soggetti della malavita internazionale che dall'Argentina, dopo tappe intermedie in Europa, avrebbero fatto giungere a Palermo grossi quantitativi di cocaina. Nel secondo caso, i carichi di hashish sarebbero stati addirittura distribuiti in altre province e la piazza palermitana avrebbe assunto un ruolo di centro di smistamento. L'hashish, spesso proveniente da grossi fornitori in Marocco, sarebbe rimasto 'stoccato' nei magazzini del nord-Italia in attesa di essere acquistato dai trafficanti palermitani. Un quantitativo stimato in oltre 1000 chilogrammi, 700 dei quali sono stati sequestrati in più tranche dalla Polizia di Stato con l'arresto dei corrieri. Nel corso dell'indagine sono state sequestrate dalla squadra mobile anche numerose coltivazioni di cannabis nel palermitano.
Secondo gli investigatori il traffico di droga sarebbe stato gestito da Salvatore Drago Ferrante e Francesco Antonino Fumuso, ritenuti a capo delle due organizzazioni ed entrambi agli arresti domiciliari. Dalle indagini è emerso che Ferrante avrebbe creato un'associazione finalizzata all'importazione di cocaina da Buenos Aires con l'invio in quella città di corrieri. Giuseppe Faia e Tommaso Lo Verso, oggi finiti entrambi in carcere, si occupavano della logistica, seguendo le direttive del capo. "In un caso Lo Verso si occupò di fare da scorta al corriere", hanno spiegato gli investigatori. La droga proveniente dall'Argentina sarebbe arrivata in Francia e da qui in auto avrebbe dovuto raggiungere Palermo. Qualcosa, però, sarebbe andato storto e il corriere fu arrestato a Viry. Il canale con l'Argentina era attivissimo. "Cosa nostra in alcuni casi lambisce il fenomeno, in altri ne è contigua, in altri ancora è direttamente coinvolta. - ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Palermo Rodolfo Ruperti - I personaggi che erano a capo delle due organizzazioni smantellate oggi, Salvatore Drago Ferrante di Bagheria e Francesco Antonio Fumuso (arrestato nell'ambito del blitz antimafia Cupola 2.0, ndr), erano soggetti vicini agli ambienti di Cosa nostra”. Ruperti ha poi concluso che il gruppo che si occupava di far arrivare nelle piazze di spaccio l’hashish avrebbe potuto contare su contatti diretti con un intermediario marocchino: "L'hashish arrivava al Nord Italia e da lì i vari corrieri palermitani lo portavano in città”.

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