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di AMDuemila
“Le indagini sull’omicidio di ? Sono state condotte in modo non adeguato alla gravità dell'accaduto. La sensazione, ripeto, è che si volesse chiudere tutto con troppa fretta, derubricando il fatto come 'suicidio'. Il fatto è che indagare su mio padre morto per un omicidio, mentre il Monte dei Paschi era sotto inchiesta per l'acquisizione di Banca Antonveneta, era scomodo e inopportuno”. E’ così che si è espressa, in un’intervista al quotidiano “Libero”, Carolina Orlandi, figlia di Antonella Tognazzi, moglie di David Rossi, l'ex capo della comunicazione di Monte dei Paschi morto il 6 marzo del 2013, dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio a Siena. Secondo la figlia di Rossi, nel corso delle indagini “ci sono state tante negligenze, che la lista sarebbe davvero infinita. Credo in tutta la fase di reperimento delle informazioni e delle prove”. Il fascicolo dell’indagine fu assegnato al pm della procura di Siena Nicola Marini, ma poi a lui si aggiunse Aldo Natalini. Dopo appena tre mesi, nel giugno 2013, si dissero pronti ad archiviare il caso come suicidio e restituiscono parte del materiale sequestrato tra cui telefoni e computer di Rossi ai familiari. Ma secondo Carolina “non poteva essere un suicidio” in quanto “il corpo di David era pieno di segni non compatibili con la caduta. rossi david c imagoeconomicaIl torace aveva segni importanti, i polsi avevano lividi. Le scarpe erano rovinate sulla punta come se mio padre avesse cercato di risalire dentro la finestra”.
Nell’intervista, la figlia dell’ex capo della comunicazione di Mps ha spiegato che il procuratore Natalini “dispose la distruzione dei fazzoletti intrisi di sangue trovati nel cestino della stanza di David. Certo, poteva essere il sangue di mio padre, ma un'analisi sarebbe stata importante e avrebbe eliminato ogni dubbio”. Come anche: “La restituzione e poi la distruzione dei vestiti di David a mia zia, senza nemmeno analizzarli. E ancora: fuori da Monte Paschi esistono credo una quindicina di telecamere che riprendono ogni movimento che avviene lì davanti, ma nessuna immagine è stata recuperata - ha evidenziato - se non quella del vicolo dove per più di venti minuti agonizzava e moriva David. In più fu recuperata solo un'ora di immagini di quella telecamera, dalle 19,59 alle 20,59: perché?".
In conclusione, Carolina ha parlato del rapporto che aveva con suo padre: “Era eccezionale. Mio padre era riservato e non faceva mai trapelare la sua sensibilità e la sua dolcezza. Era un uomo che non ha mai fatto mancare nulla a mia madre e a me. E in più era colto: sapeva tutto, leggeva e mi stimolava a leggere, io non vedevo l'ora di finire un libro per potermi confrontare con lui. Condivideva il mio progetto di diventare giornalista e mi spronava continuamente. Mi manca confrontarmi con lui nelle scelte professionali che sto facendo, vorrei sentire la sua voce che mi consiglia per il meglio. - ha concluso - Sai una cosa? Una sera gli dissi che volevo scrivere un libro, lui mi rispose che per farlo bisognava avere qualcosa da raccontare. Ora, nel mio primo libro, ho raccontato la più dura delle storie: la sua".

Foto © Imagoeconomica

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