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di AMDuemila
“Borrometi vi auguro la miglior morte per voi figli di buttana. Sei solo un verme viscido schifoso. Borrometi il prossimo sei tu a morire". E' solo una delle minacce che Paolo Borrometi, direttore de LaSpia.it ha subito solo per aver dato notizia della morte di un boss di Comiso, Mario Campailla.
Parole che si aggiungono ad altre ugualmente gravi: "Borrometi di merda mio padre se ne andrà orgoglioso e i funerali si faranno tu non rompere la minghia". "Sei un giornalista di merda..brutto bastardo schifoso...infame..". "Pezzi di merda che non siete altro che persone schifose che siete non avete rispetto ne di lui ke ora riposa tra gli angeli xk era una xsona meravigliosa e ne della famiglia..tutti venite al funerale e non vi nascondete dietro a un tel che vi mandiamo a uno a uno o cimiteru bastardi ca non siti autri carognuni di merda ca siti sulu pizzenti".
Affermazioni gravi che sfiniscono la vita. E lo stesso Borrometi ieri, su Facebook ma anche sul sito, ha voluto esprimere il suo stato d'animo: "Scrivere per informare ed essere continuamente minacciati di morte. Non se ne può più. Il tema è sempre lo stesso: l’informazione è necessaria o no? Se è necessaria è arrivato il momento che, con forza, le Istituzioni di questo meraviglioso Paese intervengano. Non si può far finta di nulla. Non si può sempre derubricare tutto a 'sfoghi'". "Sono sotto scorta da cinque anni - ha proseguito - ho un’infinità di processi per minacce di morte. Molti boss sono stati condannati. Vivo con una menomazione alla spalla dopo una vile aggressione e l’anno scorso, per il Gip di Catania, i boss 'stavano organizzando una eclatante azione omicidiaria'. Un attentato nei miei confronti e nei confronti della mia scorta: dovevamo saltare in aria con un’autobomba". Quindi ha spiegato il fatto per cui si è trovato nuovamente colpito dai messaggi intimidatori: "Ieri ho scritto della morte di un boss di Comiso, Mario Campailla. Questo boss, appena due anni fa, era stato arrestato dalla Polizia - dopo diverse condanne per mafia - perché diceva alle vittime delle sue estorsioni: 'Ti ammazzo, poi mi siedo sul tuo corpo'. Era già stato condannato per mafia e per la Dia e la Direzione Nazionale Antimafia era il capomafia di Comiso. Ho scritto la notizia della morte, affermando nella parte finale dell’articolo che 'La Questura di Ragusa dovrà, adesso, verificare la fattibilità dei Funerali, visti i precedenti per mafia di Campailla'. In altri casi, in tutta Italia, i funerali sono stati vietati. Faccio il giornalista, è giusto che i cittadini sappiano o no? Eppure apriti cielo. Le minacce che mi sono piovute, pubblicamente, da familiari, amici e sodali del boss sono di una violenza infinita. Non se ne può più. Qualcuno deve intervenire o sono loro i padroni? Sono stanco, molto stanco".

Le solidarietà
Immediatamente è giunta la solidarietà dell'Fnsi con una nota firmata da Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana: "Le nuove minacce di morte contro Paolo Borrometi, cronista sotto scorta e presidente di Articolo 21, sono gravissime perché scagliate dai clan e dai familiari degli inquisiti e dei condannati. E perché sono sintomatiche di un territorio che non può essere fuori controllo. Chi le ha lanciate e' facilmente identificabile. Chiediamo alle autorità di polizia di individuarli, sanzionarli e metterli in condizione di non nuocere". Anche Articolo 21 ha voluto far sentire la propria vicinanza: "Nuove minacce di morte contro Paolo Borrometi, presidente di Articolo 21, costretto ad una vita "Sotto scorta" per le sue inchieste sulla mafia. L'associazione si stringe attorno a Paolo e raddoppierà gli sforzi per "Illuminare" le sue inchieste e per tenere sotto il tiro della libera informazione i covi dai quali partono le minacce". "Siamo certi che le Autorità di garanzia sapranno individuare e punire chi vuole intimidire Paolo, a gli altri cronisti che indagano su mafie e malaffare, per impedire alla comunità di essere informata su criminali e corrotti che tangono sotto scacco alcuni territori sequestrati dai mafiosi".

La redazione di ANTIMAFIADuemila esprime la propria solidarietà e vicinanza a Paolo Borrometi augurandoci che si intervenga al più presto per porre fine a questo genere di minacce.

Foto © Imagoeconomica

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