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operazione scrigno conf stampa 1 c acfbdi Aaron Pettinari
Guido: "Preoccupante il dato che è la politica a cercare la mafia"

"I voti venivano raccolti a prescindere dall'ideologia. L'appoggio elettorale è stato offerto nei confronti di candidati in schieramenti anche diversi per raggiungere il loro scopo principale e assicurarsi la loro presenza sul territorio attraverso esponenti politici che li rappresentassero". E' il Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, ad intervenire alla conferenza stampa dell'operazione "Scrigno", che questa mattina ha azzerato la mafia trapanese portando all'arresto di 25 persone.
Parlando di uno degli arresti eccellenti il magistrato ha riferito che, "fermo restando la presunzione di innocenza, Paolo Ruggirello è accusato di partecipazione all'associazione mafiosa, in quanto ritenuto il vero e proprio referente politico dei clan. Aiutato nel suo percorso fin dal 2008 quando i suoi interlocutori gli rappresentavano la loro vicinanza con noti boss mafiosi come Nunzio Spezia, Francesco e Matteo Messina Denaro, in cambio di posti di lavoro e altri favori. Ottiene aiuti per favori personali, anche di natura sentimentale. Come scrive il Gia nell'ordinanza avrebbe rappresentato il ponte fra la mafia e le istituzioni, compreso il pagamento di somme di denaro per avere sostegno nelle elezioni regionali del 2017".
Nelle carte si legge che l'ex deputato regionale all'Ars, avrebbe "contribuito al raggiungimento di uno degli scopi dell'associazione mafiosa: il controllo del voto democratico e l'influenza sulla gestione della cosa pubblica". Per il giudice, l'ex deputato, "destinatario delle preferenze elettorali fatte confluire da esponenti di detta associazione nel corso di varie consultazioni elettorali, fornendo un concreto e specifico contributo per garantire gli interessi del sodalizio mafioso, a cui metteva a disposizione - per il tramite di singoli affiliati, con i quali intratteneva rapporti continuativi ed ai quali si rivolgeva anche per questioni personali - l'influenza e il potere derivanti anche dalla sua posizione di deputato regionale dell'Assemblea Regionale Siciliana".

Gli incontri con i boss
Per gli inquirenti Ruggirello avrebbe incontrato più volte i mafiosi ottenendo il sostegno dei boss anche nelle recenti competizioni elettorali, ovvero quelle per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana del 2017 e quella per la Camera e il Senato del 2018. Secondo l'accusa avrebbe addirittura dato del denaro in cambio del sostegno elettorale. Inoltre avrebbe tutelato gli interessi della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, anche facendo avere finanziamenti pubblici, avrebbe fatto assumere all'ospedale di Trapani la figlia di un mafioso di Campobello di Mazara, promesso posti di lavoro, fatto avere appalti a imprese mafiose.

A Trapani comandano i Virga
"Era da anni che la mafia di Trapani non veniva colpita in questa maniera - ha aggiunto Lo Voi - Le indagini non sono state semplici proprio per le particolari cautele che venivano messe in atto dagli stessi membri dell'organizzazione criminale. Le indagini hanno dimostrato l'infiltrazione economica di Cosa nostra nel tessuto economico, con estorsioni ma anche attività dirette, prevalentemente in settori come quello del turismo e dell'edilizia. I referenti principali erano i figli di Vincenzo Virga, oggi detenuto all'ergastolo. Entrambi erano tornati in libertà dopo aver scontato le pene ed avevano ripreso i loro contatti e le loro attività nell'interesse di Cosa nostra".

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"Tra gli arrestati - ha aggiunto Paolo Guido - oltre a Pietro e Francesco Virga ci sono altri esponenti di vertice come Franco Orlando ed Angelo Vito come reggente della famiglia mafiosa di Favignana".
Le indagini hanno fatto emergere proprio gli interessi di Cosa nostra nell'isola con una vera e propria scalata imprenditoriale, effettuata dai Virga tramite prestanome, nell'acquisizione di un noto albergo. "Nel corso della trattativa - hanno evidenziato gli inquirenti - era emersa persino la concorrenza con un gruppo napoletano, che a sua volta avrebbe messo in campo 'uno che ha fatto trenta anni di carcere'. E anche in quel caso ci sono intercettazioni inequivocabili. 'Digli a quelli che noi abbiamo Virga' è stata la risposta".

Il rapporto Mafia-politica
"Il rapporto tra mafia e politica è costante e si ripete in ogni campagna elettorale - ha spiegato il procuratore aggiunto Paolo Guido - ed è sempre il politico che cerca e incontra il mafioso, concordando con lui il tipo di appoggio. Nei colloqui un dato che è emerso in questa indagine, come in altre del passato, i mafiosi intercettati si domandano se sia conveniente o meno farsi vedere in appoggio a questo o quel politico". Il magistrato ha anche ricordato come in questi rapporti vi sia anche una derivazione massonica: "A proposito di Ruggirello, è del 2006 un'intercettazione in cui Accomando, imprenditore condannato per mafia, e massone, parlando con il nipote di Mariano Agate fa espressamente riferimento alla votazione. importante 'per noi'".
Secondo quanto emerso nell'inchiesta i voti venivano comprati in cambio di poche decine di euro o della spesa. Tuttavia l'impegno era costante e vedeva la partecipazione degli stessi vertici della famiglia. In una conversazione del 5 Ottobre 2017, ricordata dal pm, a parlare sono Pietro Virga e Michele Martinez. Un incontro riservato in cui il Virga dice: "Mi sto giocando tutte le carte per 'sti politici. Vedi che mi devi dare una mano ah! Una mano buona! Dobbiamo raccogliere voti. Lo sai che se le cose vanno bene a me vanno bene a tutti. Mi pare che è stato sempre così qua".
Tra i politici coinvolti nell'operazione anche Ivana Inferrera, dell'Udc. Riferendosi a lei Virga diceva: "Deve salire a dritta il marito è uno che ha amicizie forti là a Roma. E se noi arriviamo a questa a portarla là, qualche cosa possiamo concludere è giusto?".
Le elezioni che sono finite sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono le Comunali di Trapani ed Erice del 2016 dove la mafia avrebbe sostenuto Vito Mammina e la figlia Simona, e le regionali e politiche. Alle regionali Cosa nostra trapanese si sarebbe spesa, in cambio di soldi, proprio per la Inferrera e per Ruggirello, candidato nella lista del PD per Micari, mentre per le politiche il solo candidato era Ruggirello. "La particolarità che emerge, contrariamente a fatti simili già processualmente accertati, - ha scritto il gip - è data dal fatto che sono proprio i rappresentanti locali della politica che si offrono ai mafiosi, proponendosi come loro punti di riferimento, arrivando, in alcuni casi, addirittura ad affidare loro la gestione, seppur parziale, della propria campagna elettorale".

Messina Denaro resta latitante
Nelle carte non emergono collegamenti diretti con il super latitante Matteo Messina Denaro. Tuttavia, come ha sottolineato il procuratore aggiunto Paolo Guido, è un fatto noto che i Virga sono molto vicini al boss di Castelvetrano. Non solo. Va ricordato che sia Francesco Virga che Franco Orlando sono "uomini d'onore riservati", una combinazione particolare e nota solo a pochi, affiliati proprio da Messina Denaro. Sulle continue dichiarazioni sull'auspicio di un imminente arresto del capomafia trapanese, espresse di recente dal Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho o dal capo della Dia Giuseppe Governale, Lo Voi ha commentato in maniera secca: "Mi auguro che abbiano ragione... ". Parole a cui si sono aggiunte quelle di Paolo Guido: "Io aggiungo che o si cattura o non si cattura. E se annunciamo che siamo vicini a prenderlo difficilmente ciò potrà avvenire".

Foto © ACFB

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