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bisconti filippodi Francesca Panfili
La notizia si è appresa oggi con l'operazione che ha portato all'arresto di sette persone tra cui Calogero Lo Piccolo e Leandro Greco. Filippo Bisconti, boss di Belmonte Mezzagno, ha iniziato a collaborare con la giustizia così come aveva fatto qualche tempo prima Francesco Colletti, capomafia di Villabate. Entrambi facevano parte della nuova Cupola che è stata svelata nel blitz dello scorso dicembre "Cupola 2.0".
Colletti aveva già svelato molte cose con le intercettazioni mentre parlava con il suo autista ("Si è fatta comunque una bella cosa... per me è una bella cosa questa... molto seria... molto...con bella gente... bella! grande! gente di paese... gente vecchi gente di ovunque") e scegliere di collaborare con gli inquirenti era una scelta quasi "obbligata". Bisconti, finito in carcere, ci ha messo un po' di più prima di iniziare a "vuotare il sacco". Prima del pentimento era il boss di Belmonte Mezzagno. Era stato più volte arrestato, assolto, condannato ed oggi vive la "nuova vita" da pentito. Il suo nome era emerso già da alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia come l’ex reggente di Resuttana, Sergio Macaluso, che ha raccontato di una riunione risalente alla vigilia di Natale del 2014 in cui era presente anche Bisconti insieme a reggenti di altri mandamenti.
Nelle dichiarazioni di Macaluso, Filippo Bisconti appare come un personaggio di spessore nell’ambito delle spartizioni territoriali e della riorganizzazione della nuova cupola. Macaluso ha raccontato agli inquirenti che Bisconti “è stato messo nella commissione provinciale per occuparsi dei mandamenti. Pensavamo che lo avesse messo Matteo Messina Denaro come persona di fiducia perché si occupava anche di Trapani. A parte della serietà della persona, lui si occupava delle problematiche dei paesi della zona di Trapani ad esempio Cinisi, Trapani e Partinico, sino ad Alcamo. Ci diceva che tutto doveva passare da lui" ha dichiarato Macaluso.
messina denaro matteo storia identikitLa figura di Bisconti quindi è quella di una nuova mafia che sta riorganizzando il suo potere nel territorio coordinando nuove strategie dopo gli arresti degli ultimi anni che hanno obbligato la cupola a riorganizzarsi. Nella vita architetto, Filippo Bisconti aveva preso parte al summit interprovinciale di Cosa nostra del febbraio 2016 che si svolse in un bar della provincia di Catania. Insieme a lui in quell’occasione parteciparono altri boss di spicco. Il pentimento di Bisconti aggiunge un nuovo tassello importante nelle inchieste degli ultimi anni sulla nuova cupola. Secondo gli investigatori, le dichiarazioni di Francesco Colletti e di Filippo Bisconti, “hanno confermato la rispettiva posizione di capi mandamento di Villabate e di Belmonte Mezzagno e la riorganizzazione della Commissione provinciale di Cosa nostra specificando le dinamiche interne alla stessa”. Per i magistrati, entrambi i pentiti “hanno fornito anche importanti elementi a sostegno delle accuse nei confronti di Leandro Greco e di Calogero Lo Piccolo, entrambi arrestati questa mattina all’alba, “nonché di Giovanni Sirchia.

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