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repici fabio c imagoeconomicadi AMDuemila
Nei giorni scorsi, a seguito dell'uscita delle motivazioni della sentenza del processo Borsellino quater l'agenzia Ansa ha riportato alcune considerazioni "social" del sostituto Procuratore generale di Palermo, Nico Gozzo (pubblicate sulla sua pagina facebook), che in passato, a Caltanissetta, si è occupato proprio del quarto processo sulla strage di via d'Amelio. "Dopo anni e anni di sottovalutazione del lavoro svolto a Caltanissetta, mi aspetterei che alcune persone facessero un po' di autocritica. Perché questa sentenza importante è anche seguita ad un impegno importante sul depistaggio da parte della Dda di Caltanissetta, cui avrebbe dovuto unirsi - e non contrapporsi - l'impegno di alcune parti civili. La guerra fatta in questi anni da alcuni alla procura è stata un errore storico, che ha di fatto - anche se non volutamente - rafforzato i nemici della verità". Nel lancio di agenzia si prospettava che il post del dott. Gozzo si riferisse all'avvocato di Salvatore Borsellino, Fabio Repici. Dal canto suo il legale del fratello di Paolo Borsellino ha evidenziato in una nota successiva come invece non vi siano conflitti tra lui, Salvatore Borsellino e lo stesso Nico Gozzo. Per l'avv. Repici, la motivazione della sentenza al Borsellino quater "proprio in relazione agli aspetti processuali più scabrosi - cioè i depistaggi su via d’Amelio, la scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, l’accertata esistenza di concorrenti esterni a Cosa Nostra nella realizzazione della strage - giunge a conclusioni pressoché identiche a quelle da me esposte nel mio intervento conclusivo, il 13 gennaio 2017, e nella mia controreplica alla replica fatta dal Procuratore Amedeo Bertone (che replicò solo nei miei confronti, anziché nei confronti dei difensori degli imputati). Anzi, in taluni casi la Corte ha proprio fatto citazione della mia versione. Del resto, io, a differenza di tutte le altre difese di parte civile, avevo chiesto alla Corte di condannare tutti gli imputati tranne Vincenzo Scarantino e la Corte ha condannato tutti gli imputati tranne Vincenzo Scarantino". Sulla sentenza Repici ha poi aggiunto che: "Fermo restando che fare autocritica è esercizio sempre utile, io (e con me Salvatore Borsellino) della motivazione della sentenza del processo Borsellino quater non posso che essere oltremodo soddisfatto. E posso affermare che ora tocca alla Procura di Caltanissetta individuare e processare i concorrenti esterni a Cosa Nostra nella strage di via d’Amelio, i ladri di Stato che si sono appropriati dell’agenda rossa di Paolo Borsellino e tutti i depistatori. Segnalando, quanto alle responsabilità di magistrati nella deviazione delle indagini, che la Corte ha pure fatto un nome, coincidente con quanto da me suggerito nelle conclusioni, quello dell’allora capo della Procura di Caltanissetta Tinebra. E posso aggiungere che, se si vuole sapere quali magistrati patrocinarono pubblicamente il presunto grande apporto della collaborazione con la giustizia di Vincenzo Scarantinogozzo domenico c imagoeconomica (cioè, in altri termini, il depistaggio), basta ancora oggi ascoltare sul sito di Radio Radicale la registrazione della conferenza stampa fatta dalla Procura di Caltanissetta il 19 luglio 1994 a commento dei primi arresti eseguiti sulla scorta delle false dichiarazioni imposte da infedeli rappresentanti delle istituzioni a Scarantino. La sentenza del Borsellino quater, peraltro, mostra parecchia attenzione per l’intervento abusivo nelle indagini su via d’Amelio svolto fin dall’immediatezza a opera del Sisde e personalmente di Bruno Contrada. Di quel Bruno Contrada, cioè, che proprio qualche giorno fa, nell’ambito delle indagini sul duplice omicidio del poliziotto Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, è stato destinatario di un decreto di perquisizione della Procura generale di Palermo, firmato anche da Nico Gozzo".
Infine, il legale di Borsellino, ha concluso: "Io sarò disponibile a qualunque confronto, anche pubblico, sulla sentenza del Borsellino quater, con chiunque, ma col dr. Gozzo solo fra qualche tempo, perché per ora sono impegnato in sintonia con lui e con la Procura generale di Palermo nella ricerca di verità e giustizia sul duplice omicidio Agostino-Castelluccio. Quindi, il confronto sulla sentenza del Borsellino quater, al quale parteciperò con grande piacere, col dr. Gozzo lo rimanderei di qualche tempo. Per intenderci, al momento successivo alla firma da parte del dr. Gozzo e della Procura generale di Palermo sulla richiesta di rinvio a giudizio per il duplice omicidio Agostino-Castelluccio".

In foto: Fabio Repici e Nico Gozzo © Imagoeconomica

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