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limiti stefania c emanuele di stefanodi AMDuemila
Carenze probatorie, impossibilità di proseguire il processo: assoluzione in via pre-dibattimentale

“Il Tribunale di Roma, presieduto dal Dr. Iulia della quarta sezione penale, ha assolto con la formula perchè il fatto non sussiste la giornalista Stefania Limiti, imputata ai sensi dell’articolo 371 bis codice penale per non aver rivelato ai pubblici ministeri di Caltanissetta, nonostante l'ordine del Giudice delle indagini preliminari, l'identità della fonte di un proprio libro, ‘Doppio Livello’ sulla strage di Capaci”. Nella sua pagina facebook spicca il comunicato degli avvocati Valerio Vartolo e Andrea Di Pietro, quest’ultimo per conto di “Ossigeno per l’informazione” e del suo Ufficio Legale.
“Il Tribunale - si legge nella nota - ha assolto la giornalista in via pre-dibattimentale, ai sensi dell’art. 129 c.p.p., perché la Procura di Roma non è riuscita a definire e provare correttamente, già nel capo di imputazione, i fatti attribuiti alla Limiti. Il Tribunale aveva già rinviato il processo, accogliendo l’eccezione dei difensori sul difetto di contestazione e sulle carenze probatorie da parte della Procura di Roma, e oggi ha preso atto dell’impossibilità di proseguire il processo, e quindi di entrare nel merito, sulla base dell’originaria contestazione”. Tranciante il commento della Limiti: “La vicenda mostra la superficialità dell’accusa che mi ha chiamata in giudizio senza neanche provvedere a fornire materiale sufficiente per la mia condanna. Insomma, sembrerebbe quasi, ma certamente non è così!, che la Procura abbia puntato solo sull’aspetto intimidatorio e dimostrativo, anziché sulle ragioni del diritto, come se fossero meno interessati ad una mia effettiva condanna.
Se fosse così sarebbe proprio una sgradevole interferenza nell’attività giornalistica. Grazie a tutti per la solidarietà e l’affetto”.

Alla collega Stefania Limiti l’abbraccio forte di tutta la redazione di ANTIMAFIADuemila

Foto © Emanuele Di Stefano

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