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IMG 9964Presentato il simbolo “Centopassi per la Sicilia”
di Aaron Pettinari - Foto
“Ci sono delle parole marginalizzate, taciute, quasi espulse. Non sono io a dover parlare del peso che le organizzazioni criminali hanno sul piano sociale, economico e politico in questa terra. Tuttavia il fatto che di questo non si parli oppure che si affronti il tema come se la battaglia fosse stata risolta, come se la Sicilia fosse una terra liberata dalle mafie e dalle organizzazioni criminali dove la politica è libera di potersi esprimere in totale libertà non è corretto. E’ una questione che ha a che fare con la limpidezza e con la trasparenza e questa esclusione che viene fatta durante la campagna elettorale mi sembra una reticenza ingombrante”. Claudio Fava, candidato alla Presidenza della Regione Sicilia per la sinistra chiarisce subito il suo pensiero nel giorno in cui presenta il simbolo della lista a suo sostegno durante la conferenza stampa a Palermo. “Cento passi per la Sicilia” è scritto in evidenza sopra alla scritta “Claudio Fava presidente”. Un chiaro richiamo a quei cento passi che separavano la casa a Cinisi di Peppino Impastato da quello del mandante del suo assassinio, il boss Tano Badalamenti. Accanto a lui Ottavio Navarra, suo vice e gli esponenti dei partiti della sinistra: Mdp, Prc, Si, Verdi.


Fava prosegue ribadendo che “la politica ha il compito di darsi delle buone regole a prescindere dal controllo della magistratura o dell’azione giudiziaria. Ci sono dei comportamenti indegni e reprensibili a prescindere dal codice penale. Anche perché spesso non è il certificato penale ad essere cartina tornasole. Si può avere la fedina penale pulita ma torbidi legami familiari con la criminalità organizzata. E potremmo avere esempi di questo tipo anche in questa tornata elettorale. La Commissione antimafia? Farà i suoi accertamenti ma credo sia compito di ogni partito presentare liste che siano limpide”.
Il candidato della sinistra prosegue evidenziando quelli che saranno altre questioni centrali che saranno affrontate nel corso della sua campagna come il tema della disoccupazione, della “fuga dei ragazzi dalla Regione”, della povertà, dello smaltimento dei rifiuti. "Se qualcuno ci ritiene una minaccia elettorale per la sua sopravvivenza non è un problema nostro. - dice Fava - A Roma si decide che Alfano starà con Renzi per la legge elettorale, e i siciliani vengono considerati carne da macello”. Non manca infine la stoccata al centrodestra: "Micciché promette grandi cose e aggiunge: come ai tempi di Cuffaro. L'evocare quella tragica stagione la dice lunga sulle intenzioni di quella parte politica. Ma deve fare i conti con i siciliani". Ed infine presenta il sondaggio commissionato all'Istituto Piepoli secondo cui, Nello Musumeci (centrodestra) è in vantaggio nella corsa alla presidenza della Regione siciliana con il 42% delle preferenze del campione intervistato. In base al sondaggio, basatosi su un campione di 500 persone, selezionati tra maggiorenni residenti in Sicilia, Fava (sinistra) e Giancarlo Cancelleri (M5s) sono al 25%. In coda Fabrizio Micari, candidato del centrosinistra, con l'8%.

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